Tappa 3

Torpignattara

Dopo il Pigneto e prima di Centocelle, a nord e a sud della Casilina, si fa spazio Torpignattara. Sta sulla linea C della metropolitana. Adesso. Ma prima dell’evoluzione sotterranea della viabilità romana c’era il trenino che correva sulla Casilina e che da Termini portava verso l’infinito e oltre, in borgate e contrade più vicine al confine con Frascati che con Roma (più recentemente il suo viaggio è stato ridotto entro il GRA), e si fermava in questo quartiere multietnico che non si sa bene se sia centro o periferia. Tor Pigna sfugge un po’ alle definizioni. Perché è a cinque chilometri dal Colosseo, per dire, ma è anche, nell’immaginario collettivo, covo della piccola criminalità capitolina, come del resto avviene spesso a tutti quei quartieri che nel nome hanno una “Torre” (Tor Bella Monaca, Torre Maura, Tor Sapienza, Tor Di Quinto) – stereotipo duro a morire. È polveriera di tensioni discriminatorie e modello ideale di integrazione. È fatto di palazzi e palazzine signorili costruite durante il boom economico, edilizia popolare e un brulicare di insegne “bangla”, indiane o cinesi. Ma Torpignattara è anche baluardo della Resistenza romana, è Pier Paolo Pasolini e l’Acquedotto Alessandrino che merla l'orizzonte. E, infine, è un museo a cielo aperto frutto di una virtuosa collaborazione tra i più noti esponenti della street art internazionale, la galleria Wunderkammern, il progetto MURo, il comitato e gli abitanti di quartiere e l’Ecomuseo Casilino. Il peruviano Carlos Atoche, su un piccolo palazzo a due piani all’incrocio tra via Pietro Rovetti e via di Tor Pignattara ha dipinto Canzone per una sirena, in cui opere d’arte e d’ingegno umano provenienti da diverse parti del mondo sono la rappresentazione dell’interculturalità che anima il condominio. Definito “la Cappella Sistina di Torpignattara”, in via Galeazzo Alessi c’è Hostia, la grandiosa e dettagliata opera murale di Nicola Verlato dedicata a Pier Paolo Pasolini morente, che precipita verso il mausoleo della sua memoria e ritrova il sé bambino. In via Amedeo Cencelli MP5 ha firmato Millennials, cinque cariatidi in bianco e nero. Il sardo Tellas ha coordinato il lavoro di 15 artisti under 30 che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera Erbarium: l’identità multiculturale del quartiere appare chiara attraverso la rappresentazione di spezie ed erbe utilizzate nelle ricette romane come in quelle etniche, diventando patrimonio condiviso.

 

 

 

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