Copertina dell'itinerario Gualtieri. I paesaggi di Ligabue.
Emilia-Romagna

Gualtieri. I paesaggi di Ligabue

Itinerario

Gualtieri. I paesaggi di Ligabue

in collaborazione con Touring Club Italiano

Sulle rive solitarie del Po la sua immaginazione trasformava le boscaglie e i pioppeti in coloratissime visioni pittoriche di giungle popolate da belve feroci e di animali magnificamente raffigurati nella lotta. I pioppi e i boschi che abbracciano il Grande Fiume furono silenziosi testimoni dell’arte di Antonio Ligabue, che giunse a Gualtieri a vent’anni dopo una vita randagia e infelice. Genio pienamente compreso solo dopo la sua morte, per tutti in paese era “al Matt”. Alla sua tormentata esistenza e alla sua geniale opera è dedicato il Museo Documentario di Palazzo Bentivoglio, che custodisce alcune pregevoli opere dell’artista.

Lo si vedeva aggirarsi solitario e selvatico nelle golene del Po lanciando versi d’animali; era talvolta autolesionista e violento, maniacale e ossessivo nei comportamenti, primitivo nel linguaggio, anche perché non imparò mai completamente l’italiano. Quanto basta, assieme ai suoi numerosi ricoveri in ospedali psichiatrici, perché Antonio Ligabue fosse oggetto di diffidenza ed emarginazione: per tutti a Gualtieri era soltanto “al Matt”, o anche “al Todesch” per le sue origini svizzere e per la parlata strana e incerta. Eppure è stato uno dei grandi artisti del Novecento italiano, sicuramente uno dei più eccentrici e meno definibili: spesso classificato come “naïf”, fu sicuramente anche un “espressionista tragico”, come sottolinea il titolo di una mostra dedicatagli a quarant'anni dalla morte. Antonio Ligabue arriva a Gualtieri, paese natale del patrigno, a vent'anni, nel 1919, dopo un’infanzia e un’adolescenza turbolente trascorse in Svizzera, dalla quale viene espulso per comportamenti violenti. Ma anche a Gualtieri la vita non è facile: non sa una parola d’italiano e vive a carico dell’Ospizio di Mendicità fino a che non gli viene offerto un lavoro alla manutenzione degli argini del Po. Lì trova un ambiente congeniale alla sua solitudine visionaria e inizia a disegnare, dapprima in modo veramente primitivo, poi apprendendo la tecnica dal pittore Renato Marino Mazzacurati, il primo a riconoscerne e a valorizzarne il talento. Tra vagabondaggi sulle rive del fiume e lunghi ricoveri in manicomio, nel 1948 sembra che la fortuna volga finalmente a favore di Ligabue: critici e giornalisti iniziano a interessarsi alla sua arte; vende i primi quadri, si girano documentari su di lui, la sua fama si allarga e trova amici che lo ospitano e lo incoraggiano. Ma anche quando sembra che il suo disagio sia finalmente risolto e quando ha in tasca i soldi per comprarsi la prima delle amate motociclette, Ligabue rimane diverso e inquietante, un “buon selvaggio” enigmatico e isolato: “al Matt”. A riscattare tanta sofferenza alienata ci sono però un’immaginazione prodigiosa e una genialità artistica capace di trasformare incubi e inquietudini in visioni incantate di grande potenza, dove spesso sono gli animali al centro della scena, con le loro zanne e i loro artigli. Le boscaglie del Po diventano allora giungle colorate popolate da belve ancestrali: leopardi lottano con giganteschi serpenti, tigri dispiegano le fauci, leoni rincorrono gazzelle e lupi assaltano carrozze in un fantastico inverno russo. Animali domestici e selvaggi, predatori e prede popolano la mente e i quadri di Ligabue, che li ammira e li capisce: a essi, più che a un’umanità incomprensibile, vorrebbe assomigliare. Nel 1961 viene allestita la prima mostra personale del pittore presso una nota galleria romana; Ligabue ha un incidente di motocicletta e l’anno dopo viene colpito da paresi. Continua comunque a dipingere fino alla morte, avvenuta a Gualtieri il 27 maggio 1965.

Dove mangiare

Rina
viale Lido Po 40 - Guastalla (RE)
Tel. 0522824898
facebook.com/pages/Ristorante-Rina/283391315106459?_rdr
A 500 m dal centro e dal Po, un ristorante gestito con passione da tre generazioni della stessa famiglia. In menu i piatti tipici della cucina emiliana. Non mancano le preparazioni di mare con pesce fresco. Si consiglia la prenotazione

Dove dormire

Ligabue
piazza IV Novembre 6 - Gualtieri (RE)
Tel. 05221215915
[email protected]
albergoligabue.it
Indirizzo comodo per una visita del paese e dei dintorni. Atmosfera familiare, camere semplici ma funzionali (alcune anche per famiglie), la reception è attiva 24 ore su 24. Ricca la colazione a buffet, buono il servizio

Antica Golena – Le Terre della Contessa
via Bosco 3 - Guastalla (RE)
Tel. 337261018 - 0522835384
[email protected]
anticagolena.it
Una grande casa colonica circondata delle terre che appartengono alla stessa famiglia dal Settecento. Qui si offre ospitalità in camere e appartamenti arredati in modo sobrio e piacevole. A richiesta è possibile degustare i prodotti dell'azienda; la fattoria didattica propone corsi e attività culturali, anche per i più piccoli. L'accoglienza sincera e garbata e la pace di questo agriturismo lo rendono il luogo perfetto per un soggiorno all'insegna della tranquillità

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