Tappa 2

Mercatello sul Metauro

CHIESA E MUSEO DI SAN FRANCESCO (MERCATELLO SUL METAURO)
Piazza San Francesco 6
Apertura: mercoledì-venerdì 8.30-13.30, sabato e domenica 9.30-13.30 e 15-17 solo su prenotazione contattando l'Ufficio Turistico

UFFICIO TURISTICO DI MERCATELLO SUL METAURO
Corso Bencivenni, 27
Tel. 072289114- 3465148444
turismomercatellosulmetauro@gmail.com
www.comune.mercatellosulmetauro.pu.it

Adagiato in un’ansa del fiume, Mercatello sul Metauro conserva notevoli testimonianze del suo passato medievale; il centro storico conserva ancora tratti delle mura duecentesche ed è splendidamente conservato. La Chiesa di San Francesco, con l’omonimo museo, conserva preziosissime testimonianze pittoriche e scultoree dal Medioevo al Seicento. Di stile gotico primitivo (il Complesso fu edificato dal 1235, mentre il campanile risale alla prima metà del Trecento), presenta un esterno molto regolare e nitido; l’interno a una navata con copertura a capriate mostra alle pareti tracce di affreschi, residui di quelli che a fine Trecento ornavano l’intero edificio (tra cui quello con Santa Chiara lungo la parete sinistra), poi cancellati dagli altari o da affreschi successivi; di rilievo anche il Mausoleo di Bartolomeo Brancaleoni (1425), signore di Mercatello. Nell’abside, introdotta da uno spettacolare arco di trionfo e decorata da affreschi cinquecenteschi attribuiti a Girolamo Genga, si ammira il Crocifisso su tavola di Giovanni da Rimini, firmato e datato 1309, importantissimo per lo sviluppo della corrente giottesca nelle Marche attraverso la scuola pittorica riminese. Sull’altare, il polittico a nove scomparti, databile al 1345 circa, è attribuito al giottesco Giovanni Baronzio, uno dei più notevoli esponenti di quella scuola. Nel Museo di San Francesco, ricavato in alcune sale del Convento adiacente alla Chiesa, si ammirano affreschi staccati, sculture, reliquiari e interessanti tele cinquecentesche e seicentesche di artisti marchigiani e non, tra cui Claudio Ridolfi e Giorgio Picchi. Spiccano una preziosa tavola duecentesca di Bonaventura di Michele (Madonna col Bambino), due tavole trecentesche del senese Luca di Tommè e due tondi marmorei raffiguranti Federico da Montefeltro e Ottaviano Ubaldini della Carda, conte di Mercatello, segretario e amico del duca, forse di mano di Francesco di Giorgio Martini.

CASTELLO DELLA PIEVE

Su un poggio isolato immerso nei boschi, poco fuori Mercatello sul Metauro, sorge una delle fortificazioni difensive della cosiddetta Massa Trabaria, territorio montuoso tra Marche e Toscana così chiamato poiché ricco degli abeti che fornivano le travi necessarie alla costruzione di edifici a Roma, dove arrivavano navigando lungo il Tevere. Un territorio conteso dai signori nel corso dei secoli, nel quale Castello della Pieve aveva un ruolo importante. Un pugno di case e una Chiesetta compongono il borgo, in cui si è installato un relais di charme: a rendere la visita memorabile sono l’atmosfera sospesa e la presenza della duecentesca torre, alta 20 m, nella quale il 4 ottobre 1301 Carlo di Valois, fratello del re di Francia, e Corso Donati decisero l’esilio di Dante Alighieri.

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