Tappa 3

Ventimiglia

INFORMAZIONI E ASSISTENZA TURISTICA
Lungo Roja G. Rossi, ang. via Roma
www.comune.ventimiglia.im.it

È l’ultimo avamposto italiano prima della Francia, raccolto intorno alla foce del Roja. Moderna la parte a sinistra del fiume, antica e ricca di atmosfere e colori mediterranei quella sullo sperone roccioso. Sull’asse di corso Garibaldi a Ventimiglia Alta sfila un catalogo di stili architettonici: palazzi gentilizi del Cinquecento, scrigni barocchi come il Monastero delle Canonichesse Lateranensi e l’Oratorio dei Neri, e soprattutto alcune tra le più interessanti architetture medievali della Liguria. La Cattedrale è una struttura dell’XI-XIII secolo, sorta su una chiesa altomedievale (VIII-X secolo), a sua volta eretta su un’area sacra dedicata alla dea Giunone: una stratificazione eccezionale che si respira visitando la cripta e i reperti esposti. Un maestoso vascone un tempo usato per il battesimo a immersione totale si apre al centro del Battistero, sul lato posteriore della Cattedrale.
All’altro capo della città medievale, la chiesa romanica di San Michele Arcangelo e la sua cripta, anche se rimaneggiate nel corso dei secoli, sono altri splendidi esempi di Romanico in terra ligure. I reperti romani reimpiegati nella costruzione e le pietre miliari custodite raccontano però una storia diversa. È quella della colonia romana di Albintimilium, antenata di Ventimiglia. Non resta che mettersi a caccia delle sue tracce, scendendo dal colle verso il Museo archeologico “Gerolamo Rossi”, allestito nel Forte dell’Annunziata: prima di farsi rapire dall’immensità del panorama, conviene non perdere il raffinato piatto romano in vetro decorato con un ictiocentauro (un centauro con coda di pesce). Oppure dirigersi verso l’area archeologica di Nervia, alla periferia orientale di Ventimiglia, dove emergono i resti di un insediamento urbano, con un teatro ben conservato della fine del II secolo (è l’unico della regione), domus e terme.
Con gli occhi ancora pieni di meraviglie si punta a ovest. Prima tappa, verso Capo Mortola e il suo mare protetto, ai Giardini botanici Hanbury, straordinaria oasi creata nel 1867 da Thomas Hanbury (e da suo fratello Daniel) che desiderava un giardino botanico sulle rive del Mediterraneo: dalla foresta australiana all’agrumeto, dal giardino dei profumi alle succulente, con oltre 3000 specie di piante e un parco fiorito tutto l’anno, il progetto dei fratelli britannici fa sognare ancora. Poche centinaia di metri prima del confine, si chiude il cerchio dell’incredibile patrimonio di Ventimiglia visitando il Museo preistorico dei Balzi Rossi. Si scopre la fauna gigante che popolava queste terre in altre ere, una triplice sepoltura (un adulto e due adolescenti riccamente ornati) del Paleolitico e le uniche incisioni rupestri del Nord Italia risalenti a quell’epoca.

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