Tappa 4

Abbazia di Santa Maria in Montesanto (Civitella del Tronto)

Via dell’Abbazia
Condizioni di visita: ingresso gratuito
La tradizione attribuisce la fondazione dell’abbazia di Santa Maria in Montesanto a San Benedetto da Norcia, che ne avrebbe avviato la realizzazione nel 542; la prima documentazione scritta risale però al 1064. Fin dall’età medievale l’abbazia godette di larga autonomia, a differenza di altri monasteri della regione che dipendevano dalle abbazie maggiori. Nel XII secolo era tra le più potenti: possedeva otto chiese, duemila moggi di terreno nella val Pescara e aveva giurisdizione su numerosi monasteri sorti successivamente. Nel 1259 uno degli abati, Rainaldo, fu eletto vescovo di Ascoli. Alla fine del Quattrocento iniziò la decadenza l’abbazia, prima con la perdita dell’autonomia e poi con la confisca dei beni e la definitiva soppressione nel 1797. Nel febbraio 1860 vi si insediò la guardia nazionale mobile e vi presero posizione le batterie d’artiglieria piemontesi. Sotto il loro tiro cadde la grande statua della Madonna del Carmine che si ergeva sulla cappella all’estremità ovest della fortezza di Civitella. Il terremoto del gennaio 2017 ha provocato il crollo del tetto, ma in pochi mesi la chiesa è stata ricoperta ed è tornata visitabile. Il campanile romanico, originariamente nella classica posizione a fianco della facciata, è isolato dal corpo della chiesa abbaziale ed è incorporato nel complesso del monastero.

Iscriviti alla newsletter e partecipa alla community

Tienimi aggiornato

Partner

Touring Club Italiano
WWF
Slow Food Italia

Iniziativa in collaborazione con

Ministero della Cultura
UNESCO