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Lazio

Montecassino, gli echi della storia

Itinerario

Montecassino, gli echi della storia

in collaborazione con Touring Club Italiano

Rivivere la storia, avvertirne la presenza, passo dopo passo, pietra dopo pietra. Arrivati all’Abbazia di Montecassino lo sguardo corre sulle alture che circondano la Valle del Liri, verso il confine tra Lazio e Campania, prima di lasciare spazio al silenzio dei chiostri, dove sembrano udirsi ancora le voci concitate dei soldati e il fragore dell’artiglieria pesante. Le battaglie che nell’inverno 1943-44 segnarono il punto di svolta dell’avanzata degli Alleati verso Roma hanno lasciato tracce indelebili in uno dei paesaggi più aspri del Lazio meridionale. Oggi quella storia rivive nel Parco della Memoria della vicina San Pietro Infine, in un allestimento multimediale creato da Carlo Rambaldi, genio italico degli effetti speciali.

Un percorso sulle tracce della storia, per riannodare i fili della memoria che riportano alla fine del 1943. In quell’anno fondamentale per i destini della Seconda Guerra Mondiale, nel pieno dell’inverno, le truppe alleate scatenarono lungo la Via Casilina un’imponente offensiva contro le linee fortificate tedesche, con l’obiettivo di raggiungere Cassino. Le battaglie durarono giorni, i paesi furono devastati, la popolazione civile decimata. Da Cassino si percorrono i tornanti di una strada sinuosa da cui si gode, poco alla volta, di un panorama che si allarga fino a dominare la vallata del Liri. Ecco Montecassino. Una volta giunti davanti all’imponente Complesso creato dai discepoli di San Benedetto, è facile intuirne l’importanza per il controllo militare delle vie che da sud salivano fino a Roma. Qui i bombardamenti alleati, per scacciare dal colle le truppe tedesche, polverizzarono le antiche strutture, uccidendo anche molti civili che si erano rifugiati tra i chiostri secolari. L’Abbazia fu quasi completamente ricostruita “com’era, dov’era”, secondo il volere dei monaci. Oggi è il ricordo grandioso di un passato antico di gloria, ma anche un’impressionante testimonianza del dramma recente che la Seconda Guerra Mondiale portò in Italia. Più a sud, il borgo di San Pietro Infine, che fu un altro epicentro della battaglia, ha creato sulle rovine del paese un luogo che evochi con forza quegli avvenimenti, nel monito che non si ripetano più. Il Parco della Memoria Storica si snoda tra le rovine del paese. Brevi itinerari portano al vecchio frantoio trasformato in museo (con allestimenti curati dal geniale scenografo e premio Oscar Carlo Rambaldi), alle Chiese di San Michele Arcangelo e di San Sebastiano, alla torre medievale del paese fantasma. La narrazione è ravvivata dalle suggestioni del documentario girato durante la guerra da un giovane John Huston, che più tardi avrebbe diretto capolavori come La regina d’Africa, Moby Dick e L’onore dei Prizzi, in un legame con la settima arte che si suggella ogni anno nel festival “Storie nella Storia”, dedicato al cinedocumentario di guerra.

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