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Lazio

Ciociaria. Bontà primordiali

Itinerario

Ciociaria. Bontà primordiali

in collaborazione con Slow Food

Si dice bufala e si pensa alla Campania, ma anche tra la bassa Ciociaria e la pianura pontina, da molti anni, ha preso piede l’allevamento bufalino. Da Fondi fino ad Amaseno si va alla scoperta di aziende che producono mozzarelle saporite, ricottine e altri deliziosi prodotti. Anche la pastorizia è un’attività fondamentale dell’economia ciociara con i suoi formaggi grezzi tra i quali spicca la Marzolina di Campoli Appennino, dal gusto intenso, realizzata con latte crudo di capra. Viene conservata in olio extravergine di oliva a testimonianza della forte cultura dell’olio di questa zona, espressa magistralmente dalla varietà itrana di Priverno. A Veroli, infine si assapora un pane tradizionale lievitato su assi di legno d’abete, accompagnamento perfetto per questi gustosi formaggi.

Si dice bufala e si pensa alla Campania, ma anche tra la bassa Ciociaria e la pianura pontina, da molti anni, ha preso piede l’allevamento bufalino. Ad Amaseno si incontra la Fattoria di Nonna Pitta, che alleva bufale dalle quali ottiene un ricco latte che trasforma in mozzarella. Queste colline sono anche importanti per la produzione di olio extravergine di oliva: a Priverno, Paola Orsini coltiva olive di varietà itrana con le quali produce un olio profumato e intenso che ben si adatta alla cucina di questi luoghi e che può essere assaggiato nella bella osteria Glio Montano sita nel centro storico della città e il cui nome significa appunto “il frantoio”, a testimonianza dell’importanza dell’olio in quest’area. Qualche chilometro più in là, a Fondi, la Casearia Casabianca trasforma nel proprio caseificio il latte delle bufale allevate nell’omonima azienda agricola ottenendo mozzarelle, trecce e ricotta. La Ciociaria è anche pastorizia. Da secoli qui si producono formaggi dai profumi e dai sapori intensi tra i quali spicca la marzolina di Campoli Appennino. Tra i tanti produttori un ruolo di primo piano lo occupa Loris Benacquista, allevatore di capre camosciate delle Alpi e produttore della Marzolina, formaggio realizzato con latte crudo di capra conservato in vasi pieni di olio extravergine. Un tempo questo formaggio si produceva solo nel primo periodo di lattazione della capra, nel mese di marzo, appunto, da cui il nome. Il giro si conclude con un altro prodotto dal fortissimo legame con queste terre: il pane. A Veroli, si può  assaporare infatti un pane tradizionale lievitato su assi di legno di abete, accompagnamento perfetto per questi gustosi formaggi. A produrlo è il forno Sanità, aperto nel 1948 è stato uno dei primi a dotarsi di un grosso forno a legna.

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