TAPPA 1

Gravina Sotterranea

GRAVINA SOTTERRANEA
Via Meucci 10
Tel. 368577726, 3285415379
info@gravinasotterranea.it
www.gravinasotterranea.it
Orari delle visite guidate da concordare con l’associazione Gravina Sotterranea
Ingresso a pagamento
Il percorso consente di scendere nelle viscere della città per scoprire un mondo sotterraneo fatto di cisterne, pozzi e acquedotti, cantine e neviere dei palazzi. La natura tufacea del territorio ha permesso di creare nei secoli una città sotto la città, un patrimonio archeologico, storico e culturale dal richiamo misterioso. L’illuminazione esalta questo mondo ipogeo, nel quale si scorgono anche maschere, stemmi e incisioni, oltre a torchi e vecchie botti per il vino. Altri accessi consentono di visitare nel centro cittadino diverse porzioni di Gravina sotterranea.

CHIESE E ABITAZIONI RUPESTRI
Informazioni Assistenza Turistica – Via Matteotti 17, angolo largo Plebiscito
Tel. 0803269065, 3498836541
info@iatgravina.it
iatgravina.it
Sui due lati delle alte sponde del torrente Gravina, oggi poco più che un rigagnolo, si aprono numerose grotte scavate nel tufo e utilizzate come abitazioni e luoghi di culto. Tra queste, lungo il versante orientale, la Chiesa di San Basilio Magno nel rione Piaggio, a quattro navate scandite da otto pilastri e quattro altari, quella di Sant’Andrea e quella di Santa Maria degli Angeli, tripartita da grossi pilastri, con resti di affreschi absidali. Sul versante occidentale del torrente, subito dopo il settecentesco ponte-acquedotto, nei pressi dell’area archeologica del Padre Eterno, con sepolture del VII-IV secolo a.C., si trova la Chiesa della Madonna della Stella. Così chiamata da una tradizione secondo cui vi sarebbe stato trovato un affresco della Vergine col Bambino con una stella sulla fronte, utilizzata probabilmente in epoca pagana per il culto della fertilità, divenne nel XVI secolo Santuario mariano frequentato per invocare guarigioni. La più importante testimonianza rupestre è la Chiesa di San Michele delle Grotte, situata nel rione medievale di Fondovico e probabilmente la prima Cattedrale di Gravina. Si articola su cinque navate absidate e divise da pilastri quadrangolari, coperte da un blocco monolitico di roccia; resti di affreschi del XIII-XIV secolo decorano ancora le absidi. Di fronte si apre un paesaggio culminante con il gruppo delle cosiddette “Sette Camere”, grotte comunicanti tra loro e utilizzate fin dagli albori del Cristianesimo. Per avere un’idea della ricchezza delle decorazioni, si consiglia la visita al Museo della Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, che ospita, in un ambiente che ne riproduce la struttura originaria, i preziosi affreschi staccati nel 1956 dalla Chiesa rupestre di San Vito Vecchio, con il Cristo Pantocratore nell’abside e una schiera di santi alle pareti. 

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