Itinerario

Tremiti. Paradiso blu

in collaborazione con Touring Club Italiano

Meno di 2 ore di traghetto da Termoli e si arriva in un paradiso di rocce, mare e storia. Si attracca a San Domino, l’isola maggiore delle Tremiti, e già si è accolti dal profumo di pini e lecci che accompagna il contrasto tra il verde della pineta e il blu delle acque. Da Cala delle Arene si sale in barca per lasciarsi cullare lungo la costa frastagliata da vertiginose scogliere e cavità dai nomi evocativi. La Grotta delle Viole rimanda agli incredibili riflessi dell’acqua all’alba, quella del Bue Marino rende omaggio alla foca monaca, che un tempo la abitava. Ripresa la navigazione, si raggiunge in poche miglia San Nicola, accolti da una sfilata di barche tirate a secco. Si guadagna la sommità dell’isola dominata dall’Abbazia di Santa Maria a Mare, fortificata come un castello e scrigno di tesori, tra cui il pavimento di mosaici dell’XI secolo e il più tardo polittico ligneo di mano veneziana. Date le spalle all’Abbazia, si raggiunge il punto estremo della terraferma, dove il silenzio è interrotto solo dai gabbiani. Disabitata e fascinosa è invece Capraia, da raggiungere in barca per ammirarne gli anfratti e il celebre Architiello di roccia.

Si visita un piccolo paradiso marino, uno scrigno di sensazioni e colori da godere possibilmente fuori stagione, assecondando i ritmi di un luogo lontano dal mondo. Cale, formazioni rocciose e grotte stupiscono per la loro bellezza, il tutto su una superficie vasta appena 3 km2. Sull’arcipelago crescono il leccio, il pino d’Aleppo e l’endemico fiordaliso delle Tremiti, mentre nel mare verde smeraldo dai ricchissimi fondali di gorgonie si osservano la cernia bruna, il sarago, l’occhiata. Si apprezza al meglio la natura di San Domino compiendone il periplo in barca per ammirarne le calette, le vertiginose scogliere, gli archi di roccia, le grotte marine e i faraglioni scolpiti dal mare e dal vento. La storia di San Nicola è invece un affascinante intreccio di miti e leggende, popoli e dominazioni: fu roccaforte e isola di monaci, potente Abbazia, luogo di devastazione e saccheggi, oltre che colonia penale e terra di confino. Si sbarca alla marina, gremita di barche da pesca, sotto le imponenti strutture difensive. Un ascensore conduce direttamente alla sommità, ma solo la salita a piedi consente di apprezzare la bellezza dei panorami che si dischiudono progressivamente sul mare e sulle altre isole. Ci si stupisce dinanzi ai tesori artistici della Chiesa Abbaziale di Santa Maria a Mare e, date poi le spalle al Complesso, si raggiunge il punto estremo dell’isola: qui la vegetazione è quasi del tutto assente e a regnare sono il vento e gli stridii dei gabbiani fra i colori abbaglianti di quest’angolo di Adriatico. Lo sguardo spazia sulla distesa del mare e, nelle giornate particolarmente terse, raggiunge al largo anche l’Isola di Pianosa. La meta più ambita per le immersioni nei fondali delle Tremiti è Capraia, ma la sua particolarissima conformazione è apprezzabile anche solo con una semplice uscita in barca.

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