Itinerario

Torino. La quinta collinare oltre il Po

in collaborazione con Touring Club Italiano

Fa parte della quotidianità dei torinesi lo skyline che cinge la città, la quinta della collina che si leva oltre il Po. Di interesse storico e naturalistico e zona di residenze di prestigio, la “Montagna” di Torino non fu sempre luogo sicuro, dove potersi avventurare con disinvoltura tra i suoi fitti boschi se lo storico Luigi Cibrario così la evocava nel 1846: «Nel XIV secolo sarebbe stata follia l’avventurar la persona e la roba in residenze tanto selvagge, e lontane da ogni speranza di soccorso». L’idea di “addomesticare” la collina torinese e farne luogo residenziale venne ai duchi di Savoia, quando nel 1563 trasferirono la capitale da Chambery a Torino. La costruzione di “maisons de plaisance” esterne alla città, parchi, monumenti si protrasse fin oltre il Settecento modellando lo splendido skyline giunto sino a noi dove, su tutto, spicca la Superga.

In epoca medievale, la “Montagna” che circonda Torino era un paesaggio collinare impenetrabile, assai insidioso per chiunque vi si avventurasse a causa della presenza di fitti boschi e di pericolosi animali cui davano riparo. Poi arrivarono i Savoia e con loro le profonde trasformazioni che tra il XVI e il XIX secolo riplasmarono la collina torinese. Alle “residenze di delizia”, ideate dagli architetti di corte per i duchi e i sovrani sabaudi, seguirono le “Vigne”, un sistema di ville e cascine, luoghi di villeggiatura dei nobili giunti in città con il trasferimento della corte da Chambery a Torino. Ma anche fonte di reddito, grazie alla coltivazione della vite, e proprio per questo chiamate “vigne”. Tutto questo ridefinì il paesaggio collinare fino a dargli il volto della superba zona naturalistica che circonda la basilica di Superga, svettante sulla sommità del colle di 670 metri. Da quello stesso punto nel settembre del 1706 Vittorio Amedeo II di Savoia scrutava le truppe francesi che da mesi assediavano Torino, facendo voto di innalzare una chiesa alla Madonna se le sorti della battaglia avessero favorito i piemontesi. A quanto pare la Vergine esaudì quel desiderio, se undici anni dopo il re commissionò a Filippo Juvarra la realizzazione della basilica, solennemente consacrata nel 1731. Non solo Superga è la collina torinese, ma anche un intrico di tortuose strade panoramiche che collegano tra loro piccoli borghi di origine medievale dalla spiccata vocazione agricola, come Pecetto Torinese, il paese dei ciliegi, dal quale si raggiunge il Parco della Rimembranza, oltre 90 ettari di superficie estesi sul colle della Maddalena, il punto più alto della “Montagna” di Torino.

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