Itinerario

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Tolentino. Storie celesti

in collaborazione con Beni Unesco

Un turbinio di volti, espressioni e gesti che caricano di sentimenti ed emozioni le figure dipinte, stagliate su un fondale blu lapislazzuli, sotto una cupola trapuntata di stelle dorate. Questa la magica visione che si ha entrando nel Cappellone della Basilica di San Nicola da Tolentino. Il ciclo di affreschi racconta con chiarezza e inventiva le storie della Vergine e di Cristo ma anche la vita e i numerosi miracoli operati da San Nicola, predicatore agostiniano nato non lontano da Tolentino. Scrigno prezioso d’arte realizzato nel cuore del Medioevo, il Cappellone è considerato un capolavoro della pittura trecentesca marchigiana per maestria tecnica e compositiva.

La sensazione è quella di entrare in un luogo carico di spiritualità: il Cappellone di San Nicola, nella Basilica di San Nicola a Tolentino, è un capolavoro artistico che emana profonda devozione nei confronti del Santo che ha legato il suo nome alla città. Nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto nel 1305 già in odore di santità, Nicola fu eremita, predicatore e guaritore. Ascritto alla scuola pittorica riminese dei primi del Trecento capeggiata da Pietro da Rimini, quello del Cappellone è considerato uno dei più importanti cicli trecenteschi ad affresco dell’Italia Centrale. Su tutto trionfa l’azzurro lapislazzuli della volta stellata, nella quale prendono posto i quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa. I riquadri alle pareti narrano con abbondanza di particolari e quel caratteristico pathos di sapore giottesco ricco di espressioni e gesti, episodi della vita della Vergine, di Cristo e, appunto, di San Nicola da Tolentino: dal pellegrinaggio dei genitori alla tomba di San Nicola di Bari, che preannuncia loro la nascita del figlio, ai numerosi miracoli e guarigioni compiuti dal Santo in vita e dopo la morte, fino alle sue esequie.

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