Itinerario

Seprio. Medioevo sacro

in collaborazione con Touring Club Italiano

Il Parco Archeologico di Castelseprio e Torba offre una delle esperienze più affascinanti per chi vuole immergersi nella storia e nell’arte dell’Alto Medioevo. Le rovine del castrum e i delicatissimi affreschi di Santa Maria Foris Portas rimandano a un’epoca lontana, quando questo luogo di rovine immerse nel fitto bosco era una cittadina brulicante di abitanti, ma soprattutto un avamposto militare di strategica importanza, come attesta la poderosa torre di Torba, inserita in un tratto conservato delle mura del castrum. Ci si immerge nella storia anche al Monastero di Santa Maria Assunta nella vicina Cairate, ammaliati dalla leggenda della fondatrice, la nobildonna longobarda Manigunda, e della sua miracolosa guarigione grazie alle acque della fonte. Si può procedere poi alla volta di Arsago Seprio, dove la Basilica di San Vittore, il campanile e il Battistero compongono un magico quadro, per chiudere con l’incantevole sinfonia di archetti che costellano la romanica Chiesa di San Pietro a Gallarate.

Vi fu un tempo in cui il contado del Seprio si estendeva dalle porte di Milano alla Val d’Intelvi e il borgo fortificato di Castelseprio, sorto alla fine del IV secolo, era un nucleo fortificato di estrema rilevanza posto a difesa dai barbari d’oltralpe: era l’età dei Longobardi. Questo assetto sopravvisse per secoli, seppur ridimensionato, sotto i Carolingi e in età comunale, per essere spezzato definitivamente da Ottone Visconti nel 1278. Da quel momento non fu più consentito ricostruire torri e abitazioni, e il borgo, che aveva osato sfidare la supremazia di Milano, fu punito con la rovina e poi l’oblio. Aggirandosi tra i suoi resti se ne ammira tutta la passata grandezza. Resta intatto, invece, il fascino della Chiesa di Santa Maria Foris Portas, uno dei grandi “enigmi” dell’arte italiana, con il suo straordinario ciclo di affreschi altomedievali, dalle raffinate e dinamiche scene tratte non solo dai testi canonici, ma anche dai più rari Vangeli apocrifi. Non lontano, raggiungibile a piedi, il Monastero di Torba incanta per la torre possente, oggi isolata, che contribuiva alla difesa di Castelseprio. Trasformato in Convento benedettino femminile, conserva preziose testimonianze di pittura altomedievale e una suggestiva Chiesetta alle falde del bosco. Lo stesso ordine conventuale insediò il Monastero di Cairate, dove storia e leggenda si confondono e dove la figura della nobildonna longobarda Manigunda sembra aleggiare durante la visita al bellissimo chiostro e alla Chiesa. Ad Arsago Seprio ci si perde nelle suggestioni del piccolo “Campo dei Miracoli” romanico lombardo, costituito da Basilica, campanile e Battistero, mentre a Gallarate la modernità ha fortunatamente risparmiato la Chiesa di San Pietro, una delle più preziose testimonianze di quell’epoca.

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