Itinerario

Sannio. Le sorgenti d’acqua

in collaborazione con Touring Club Italiano

Ci si bagna in acque sulfuree e curative presso le Terme di Telese, per poi osservare gli uccelli che stazionano nella grande polla di Grassano, dove sgorga acqua fredda e cristallina. Il vigore idrico di questa montagna si ritrova a Piedimonte Matese, ascoltando il rombo delle Fonti di Torano e Maretto, principali sorgenti dell’acquedotto campano. Si fa tappa a Pratella, dove si assaggia una particolare acqua frizzante e ferruginosa, per poi concludere l’itinerario nel sito di una delle più note acque minerali italiane: nel Parco delle Acque di Riardo, per toccare con mano l’origine delle bollicine naturali.

In una terra ricca di sorgenti, si vivono esperienze a stretto contatto con le acque, tra terme, laghetti, torrenti e fontane. Seguendo la Valle di Maddaloni, attraverso il paesaggio dolcemente collinare del preappennino campano, si raggiunge Telese Terme, la cui storia è segnata dalle acque: qui si trova un bel laghetto di origine carsica, sul cui bordo corre una tranquilla stradina adatta a passeggiate a piedi e in bicicletta; ma soprattutto, nel centro cittadino, sgorgano acque sulfuree curative, che si sperimentano in un attrezzato stabilimento termale; quest’acqua è anche potabile, ed è molto apprezzata in tutto il circondario per le sue proprietà organolettiche e digestive. Proseguendo verso la periferia occidentale dell’abitato si giunge alle sorgenti del Grassano, dove dal sottosuolo sgorga un’acqua fresca e limpida, che crea un contesto ideale per uccelli e altri animali che frequentano gli ambienti umidi. Dopo una pausa rilassante, di nuovo in viaggio alle falde meridionali dei rilievi appenninici, si raggiunge l’abitato di Piedimonte Matese, nel cui centro storico si trovano le due grandi sorgenti carsiche di Torano e Maretto, utilizzate per alimentare l’acquedotto campano: qui si ascolta il fragore dell’acqua che sgorga copiosa in tutte le stagioni. Sempre costeggiando la montagna sulla destra, ci si sposta ancora più a ovest fino a raggiungere il borgo medievale di Pratella, arroccato su un cocuzzolo; questo centro è noto per le sue acque minerali e per una fontanella in riva al torrente Lete (il “fiume dell’oblio” della mitologia greca e romana, che prese il nome dalla figlia della dea Eris), dove si beve liberamente una particolare acqua frizzante dal forte sapore ferruginoso. Ripercorrendo a ritroso un tratto di strada si raggiunge il borgo di Riardo, anch’esso di origini medievali, e altrettanto celebre per le virtù della sua acqua minerale, conosciuta in tutta Italia. Qui, sotto l’egida del Fondo Ambiente Italiano, è stato realizzato un vero e proprio Parco delle Acque, per la valorizzazione e l’apertura al pubblico di questa ricca area naturale.

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