Itinerario

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Pretoro. Gli artigiani del legno

in collaborazione con Touring Club Italiano

Pretoro appare all’improvviso, scolpita nella montagna, circondata da boschi che alimentano la sua tradizione più viva. L’odore del legno si sente nelle vie che salgono al castello e guida alla visita delle botteghe dei suoi artigiani. Tra questi i fusari, celebri per la perfezione dei fusi da loro prodotti, che un tempo servivano a filare la lana e oggi sono oggetti decorativi, o per i leggeri ed eleganti fuselli ancora ricercati dalle trinaie per lavorare al tombolo. Li si vede al tornio fra trucioli e segatura a scolpire, intagliare e decorare artistici oggetti, ma anche a costruire gli arnesi della cucina tradizionale: chitarre e rentrocele per tagliare la sfoglia in morbidi maccheroni, mattarelli, taglieri, mortai, mestoli, ciotole e boccali.

Pretoro è sulle pendici della Majella, circondata da boschi che alimentano la sua tradizione più antica: la fabbricazione in legno di strumenti e attrezzi di uso comune. Avvicinandosi al paese per la strada che attraversa gli uliveti, s’incontrano le fabbriche che hanno segnato il paesaggio nella dimensione industriale del legno e gli ingrossi di artigianato. Ma le vecchie botteghe con le porte sempre aperte, nelle quali si vedono i maestri artigiani al lavoro, sono tutte in Via Càsere, all’inizio del paese. Uno accanto all’altro si succedono l’impagliatore, l’ebanista, il tornitore, il restauratore. Si è avvolti dall’odore della mescolanza di essenze legnose mentre ci si fa spazio tra gli oggetti in vendita e quelli a cui l’artigiano ancora lavora, cordiale e disposto a raccontare la sua arte. Dietro la sfilza di attrezzi appesi al muro si scorgono il vecchio intonaco delle pareti e la roccia viva nella quale sono ricavati i vani delle botteghe. Il fuso è il simbolo storico dell’abilità di questi artigiani, ma la loro produzione è davvero incredibilmente varia e ogni pezzo si distingue per particolari unici, scaturiti dall’estro del momento. Si può scegliere tra oggetti d’arredo, sculture e bassorilievi, parti sagomate di mobili, giochi di un tempo che fu, cesti e setacci di canne, pifferi e fusti per i pennini da intingere nel calamaio. E si possono acquistare gli attrezzi indispensabili nell’autentica cucina regionale, come il maccarunar, il telaio di legno con fili d’acciaio che serve a tagliare la sfoglia di pasta negli spaghetti “alla chitarra”, e il più antico rentrocele, un mattarello scannellato con cui dalla sfoglia si ricavano spessi maccheroni.

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