Itinerario

Portici. L’eredità dei Borbone

in collaborazione con Touring Club Italiano

Giungere a Portici e ritrovarsi immersi nello splendore del periodo borbonico è questione di attimi: basta un rapido sguardo per percepire i fasti dalla fascinosa vita alla corte dei Borbone e, al contempo, scoprire i traguardi raggiunti nella tecnologia. Testimonianze significative sono già palpabili nello spettacolare Museo ferroviario di Pietrarsa, sul mare, allestito nei capannoni del Real Opificio, la fabbrica di locomotive voluta da Ferdinando II nel 1840. Tra vagoni e convogli di ogni epoca, grande è lo stupore dinanzi alla locomotiva inaugurale della storica linea Napoli-Pietrarsa: aperta nel 1839, fu la prima tratta ferroviaria della penisola. E poi la grandiosa eredità dei Borbone, il Palazzo Reale che, con il suo parco e l’orto botanico, è tra le più magnifiche testimonianze di un’epoca in cui l’Italia non era ancora unita.

Nel corso del Settecento il Golfo di Napoli fu uno dei luoghi preferiti dai viaggiatori che, seguendo le suggestioni del Grand Tour, giravano l’Europa per conoscerne le bellezze e lasciarsi ammaliare dalla loro aura romantica. Qui, ai piedi del Vesuvio, quasi di sorpresa venivano colti dal contrasto tra la natura selvaggia del vulcano, con le sue rocce scure, e le meraviglie archeologiche che proprio in quel periodo cominciavano ad affiorare dagli scavi di Ercolano, Oplontis, Pompei e Stabiae. Fu proprio alla periferia orientale di Napoli, a Portici, che nel 1737 Carlo III di Borbone e sua moglie Maria Amalia di Sassonia vollero realizzare un’elegante reggia. Un secolo dopo, nel 1839, il palazzo fu collegato a Napoli dalla prima ferrovia d’Italia, e a Portici sorse il Reale Opificio, importante fabbrica di locomotive anch’essa voluta dai Borbone. In quegli immensi spazi oggi sorge il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, tra i più ricchi al mondo. Raccoglie materiale rotabile di ogni genere, soprattutto vagoni e locomotive d’epoca, e la riproduzione della prima locomotiva in servizio nella penisola fino alle motrici elettriche moderne, passando per gli sfarzosi treni utilizzati dai reali. L’atmosfera borbonica si ritrova nella vicina Reggia, oggi sede della facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, dotata di ambienti di grande pregio come il doppio scalone affrescato, e prosegue nel grande parco che i Borboni fecero realizzare e che ancora oggi circonda il Palazzo Reale.

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