Itinerario

Piave. Gloria e sangue

in collaborazione con Touring Club Italiano

Un viaggio lungo uno dei fronti più cruenti della Grande Guerra, seguendo il corso del fiume Piave, tra i luoghi che furono scenario di terribili battaglie e oggi ne evocano la tragedia. Terribili avvenimenti affiorano visitando i resti di Abbazie bombardate, bunker nascosti sulla collina del Montello, musei e monumenti costruiti dalla pietà popolare. Un tour nei luoghi della memoria che, partendo da Nervesa della Battaglia con la visita alla barca da ponte, al Sacrario Militare dedicato ai caduti italiani e al monumento al pilota Francesco Baracca, che ha ispirato un museo di aeroplani d’epoca, si conclude con una passeggiata all’Isola dei Morti, a Moriago della Battaglia.

Il Piave mormora ancora nei ricordi della gente e dei paesi che hanno vissuto la Grande Guerra sulle sponde del fiume. Gli argini con le loro barche da ponte, le fronde dei salici dell’Isola dei Morti, i boschi del Montello e le vecchie case coloniche che hanno dato rifugio a tanti soldati, sono sentinelle di una memoria che ormai fa parte di questa terra. Una terra che ha disperso ovunque frammenti di storia per celebrare i suoi eroi. Era il 10 novembre 1917 quando vennero fatti saltare tutti i ponti sul Piave, il fiume che faceva da cerniera ai due eserciti: a nord gli Austriaci, a sud gli Italiani incalzati dal nemico dopo la disfatta di Caporetto. Oggi di tutto questo c’è un museo all’aria aperta, Nervesa della Battaglia, da cui partono a raggiera gli itinerari che guidano a scoprire i momenti salienti della Prima Guerra Mondiale e in particolare della battaglia del Solstizio, quando le armate italiane si erano asserragliate sul Montello. Oggi, sulla sommità nordorientale di questo rilievo, c’è il monumentale Sacrario Militare dedicato ai caduti italiani che apre una veduta sull’intera vallata. Una bella strada percorre la dorsale tra i boschi e la campagna ricordando con pannelli informativi, croci e fotografie d’epoca piccoli e grandi eventi, gesta di singoli soldati e azioni di intere armate avvenuti su quel tragico campo di battaglia. Il silenzio della natura porta ancora l’eco degli aerei, sembra di sentire il rombo dei motori volare bassi tra gli alberi per stanare il nemico, quando la riuscita di un’azione era tutta nelle mani del singolo pilota, nell’abilità e nel coraggio di un aviatore come Francesco Baracca, considerato l’asso italiano della Prima Guerra Mondiale, caduto proprio sul Montello. È a lui che si è ispirato Giancarlo Zanardo, costruttore e pilota di velivoli d’epoca, che sulla sponda meridionale del Piave ha realizzato la più importante collezione al mondo di aerei storici ancora in grado di volare (dal 2012 diventata Fondazione). Sul campo di volo si può avere la fortuna di assistere dal vivo, a due passi dagli hangar, a raduni e periodiche evoluzioni di velivoli d’epoca.

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