Itinerario

Pastena. Un mondo sotterraneo

in collaborazione con Touring Club Italiano

Il buio, l’acqua, la roccia. Le Grotte di Pastena furono scavate dall’azione erosiva delle acque nelle profondità calcaree dei Monti Ausoni. Esplorate e rese turistiche quasi un secolo fa, oggi si possono visitare seguendo un facile percorso attrezzato alla scoperta di gallerie naturali, parte di un mondo remoto e misterioso. Guidati dal tracciato del fiume sotterraneo, che forma laghetti e cascate, si osservano grandi stalattiti e stalagmiti di fogge bizzarre. L’avventura prosegue seguendo l’itinerario speleologico, in compagnia di guide esperte, e addentrandosi per oltre un chilometro nel cuore silenzioso della montagna. Per vivere un’esperienza fuori dal comune.

Una tranquilla strada secondaria si addentra nel paesaggio collinare che prelude ai Monti Ausoni. La composizione calcarea di questo massiccio montuoso ha fatto sì che l’acqua potesse crearvi forme carsiche, come doline e grotte. Queste ultime vengono esplorate fin dall’inizio del secolo scorso dagli speleologi, e sono particolarmente interessanti per i grandi ambienti che vi si aprono, per le scenografiche concrezioni di stalattiti e stalagmiti, ma soprattutto perché il loro studio consente di comprendere la circolazione sotterranea dell’acqua, preziosa risorsa. È proprio l’acqua l’elemento predominante nelle Grotte di Pastena, esplorate all’inizio del Novecento e subito aperte al pubblico. La parte visitabile di questo ramificato complesso sotterraneo si compone di due rami principali: uno inferiore attivo, percorso da un torrente, l’altro superiore fossile, ormai asciutto. Quest’ultimo è interamente ricoperto di grandi drappeggi naturali di carbonato di calcio, caratteristici delle grotte carsiche e di grande richiamo per i visitatori. L’allestimento turistico, mediante passerelle e camminamenti realizzati a più riprese nel Novecento, consente di percorrere la grotta in tutta sicurezza, vivendo un’esperienza unica: dai laghetti e dalle cascate del ramo inferiore alle stalattiti e stalagmiti di quello superiore, si scopre un vero mondo sotterraneo, fatto di grandi vuoti scavati nella roccia dal lento e incessante lavorìo dell’acqua, nel corso di decine di migliaia di anni. In compagnia di guide esperte si può intuire l’utilità del lavoro di chi le grotte le esplora e le studia: gli speleologi. I più avventurosi possono seguire un itinerario più complesso e non attrezzato: qui, muniti di casco e impianto di illuminazione, si può andare alla scoperta di ulteriori diramazioni sotterranee.

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