Itinerario

Orte. I gioielli di tufo e peperino

in collaborazione con Touring Club Italiano

Borghi antichi, suggestioni e storie di una natura primordiale si intrecciano nell’itinerario che ha un protagonista dal nome bizzarro, il peperino. Roccia grigiastra punteggiata di piccoli frammenti minerali, il peperino è il risultato delle eruzioni esplosive del vulcano Cimino, che circa ottocentomila anni fa sconvolsero il paesaggio della Tuscia. Ne seguiamo le tracce a Orte, con le case del paese vecchio che si affacciano sulle pareti verticali, nelle atmosfere sospese di Vitorchiano (“patria” del peperino), tra le sculture scure dei giardini di Villa Lante a Bagnaia e a Soriano nel Cimino, tra palazzi, castelli e sapori della tradizione.

Una storia millenaria, quella della Tuscia: un’area punteggiata di antiche borgate, ricca di fascino, segnata dagli sconvolgimenti apportati in tempi lontanissimi dalle eruzioni del Cimino, il vulcano più antico del Lazio continentale. Dal consolidamento della lava riversata dai suoi crateri è nato il peperino, il cui nome bizzarro deriva dalla presenza nella roccia di frammenti neri di biotite, simili a granelli di pepe. Da sempre il peperino è materia prima per una fiorente arte locale e per la costruzione e le architetture di interi borghi. Il nostro viaggio ne segue le tracce e inizia a Orte. Suggestiva e compatta, la cittadina si veste interamente di rocce vulcaniche, e le case del paese vecchio si affacciano sulle pareti verticali di roccia che dominano la Valle del Tevere. Il borgo è rinomato per alcune rievocazioni storiche medievali, e soprattutto per la Processione del Cristo Morto, tra le più antiche d’Italia, che la notte del Venerdì Santo vede sfilare per le vie le confraternite degli Incappucciati. Seguendo il raccordo stradale Orte-Viterbo si raggiunge velocemente il bivio per Vitorchiano, vera “patria” del peperino. Basta una passeggiata tra le vie e i palazzi per constatarlo, oppure affacciarsi da una delle terrazze con vista sugli speroni di tufo che sorreggono il borgo come radici di pietra scura. A 6 km da Vitorchiano, sulle pendici dei Monti Cimini, ai margini del pittoresco centro di Bagnaia si trova l’ingresso di Villa Lante, con due palazzine affrescate e un grandioso giardino. Sono famosi i giochi d’acqua delle fontane nel parco retrostante alle palazzine, tra cui la lunga fontana di peperino a forma di tavola, nella quale l’acqua che scorre al centro serviva un tempo per portare via i resti dei banchetti. Sulla via del ritorno verso l’autostrada il nostro viaggio giunge in circa 12 km alle porte di Soriano nel Cimino. Il maestoso Castello Orsini svetta, ma è la fontana Papacqua, tra le due ali in restauro di Palazzo Chigi, che deve le sue forme al peperino. Tra le più fantasiose creazioni del Manierismo cinquecentesco, la sua decorazione è scolpita nella pietra scura con figure bibliche, fauni e satiri.

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