Itinerario

Murge. Nei canyon di Puglia

in collaborazione con Touring Club Italiano

Alte decine di metri, le gravine si ergono come “cattedrali di crosta terrestre” formando gole che incidono profondamente le Murge pugliesi. Testimonianze di remoti fenomeni geologici, questi canyon sono ricchi di antiche tracce umane e di un’eccezionale biodiversità. A Castellaneta, cresciuta su un costone a strapiombo sulla Gravina Grande, ci si affaccia su uno straordinario abisso di natura selvaggia dai colori meravigliosi. Nella vicina Oasi di Laterza, la gravina è uno degli ultimi habitat di corvi imperiali, falchi lanari, avvoltoi capovaccai, specie protette che possono essere ascoltate e avvistate nei loro volteggi con un po’ di pazienza e l’accompagnamento delle guide dell’oasi. A Ginosa, infine, i villaggi rupestri hanno invaso la gravina omonima, creando un irripetibile connubio tra arte, spiritualità e natura.

Sono alcune decine le gravine del Tarantino, fenditure della Murgia sudoccidentale ad andamento per lo più longitudinale, dall’entroterra verso il mare. Quando, per effetto congiunto del ritiro delle acque e dell’innalzamento delle terre, le rocce calcaree si sollevarono dal mare pliocenico che le aveva già abbondantemente scavate, esse furono ulteriormente modellate dagli agenti atmosferici e solcate da fiumi che le hanno profondamente incise. È questa, a grandissime linee, la genesi delle gravine (e delle più piccole “lame”), che affonda le radici in milioni d’anni di storia geologica. Piante e animali vi hanno prosperato, favoriti da un clima ideale e dalla relativa inaccessibilità di alcuni luoghi. In tempi più recenti questi fiumi fossili ricchi di cavità e ripari sono stati insediati dall’uomo, dalla Preistoria fino alle soglie dell’Età Moderna, con un’interruzione soltanto in epoca greco-romana. La malleabilità dei calcari, la sicurezza garantita dagli anfratti rispetto alle città, le condizioni microclimatiche ideali hanno favorito lo sviluppo di veri e propri villaggi rupestri con ripari caratterizzati da vari livelli di complessità, che giungono addirittura a “grattacieli” di abitazioni disposte su più piani. Tra Castellaneta, Laterza e Ginosa si spalancano le gravine più imponenti dell’arco ionico, ognuna caratterizzata da una propria peculiarità. Dall’alto del borgo di Castellaneta si possono gettare splendidi colpi d’occhio al vallone; a Laterza si può percorrere la gravina quasi per intero, alla scoperta della ricca vegetazione e degli uccelli che vi nidificano, alcuni anche molto rari. A Ginosa, infine, ci si inabissa letteralmente nella gravina per visitare i villaggi rupestri.

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