Itinerario

Monteriggioni. Echi medievali

in collaborazione con Touring Club Italiano

C’è una strada che conduce in pieno Medioevo. È quella che tocca Vertine, la perla fortificata del Chianti. All’ombra del cassero che ne sorveglia l’accesso, l’abitato è raccolto in un perimetro murato di forma ovale. È un piacere scoprirlo con lentezza, in un continuo saliscendi di vicoli acciottolati che conducono al volto romanico della Chiesa di San Bartolomeo, brulicante d’affreschi. Il viaggio nel tempo prosegue fino a Monteriggioni, con il suo inconfondibile profilo disegnato da quattordici torri. Già caro a Dante, il borgo ha attraversato i secoli senza subire trasformazioni. Qui il Medioevo è rievocato nel Museo “Monteriggioni in Arme” – dove si possono indossare armi e vesti di un cavaliere medievale – e sui camminamenti delle mura, ripercorrendo il cammino di ronda presidiato un tempo dai soldati.

Lungo i dolci declivi delle colline del Chianti, coperte da ulivi argentati e filari di viti, borghi fortificati dall’aspetto pressoché intatto rimandano alla storia medievale e alla secolare contesa tra Firenze e Siena per il controllo della regione. Uno di questi è Vertine, baluardo difensivo della Lega del Chianti, nata sotto la giurisdizione fiorentina che aveva scelto come suo emblema il Gallo Nero, ancora oggi rimasto simbolo del territorio. In questo minuscolo paese murato dal perimetro ovale, con la Chiesetta di San Bartolomeo dal volto romanico, il cassero possente e la cinta muraria che protegge case e popolazione, l’impressione è di trovarsi improvvisamente proiettati nel XIII secolo, se non fosse per l’abbigliamento dei visitatori, che ci riporta ai giorni nostri. Il viaggio indietro nel tempo continua a Monteriggioni, baluardo difensivo di Siena protetto da una cerchia quasi ellittica di mura coronate da quattordici torri, come ricorda Dante nel XXXI Canto della prima Cantica, paragonandole a orribili giganti incatenati nel fondo dell’Inferno. Per maneggiare le armi e vestire i panni di un guerriero medievale, basta varcare l’ingresso del Museo “Monteriggioni in Arme”. Qui si può provare di persona quali e quanto pesanti fossero i mezzi a disposizione di fanti e cavalieri nei campi di battaglia fra il XIII e il XVI secolo. Nelle salette del museo si scopre inoltre la storia del famigerato traditore che il 29 agosto 1554 cedette la fortezza di Monteriggioni ai nemici fiorentini in cambio della salvaguardia della propria vita e carriera, abbandonandola al destino, meno glorioso, di semplice borgata rurale.

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