Itinerario

Monte Sant’Angelo. Via mistica

in collaborazione con Touring Club Italiano

Si respira un’atmosfera davvero intensa nella Grotta delle Apparizioni dell’Arcangelo nel Santuario di San Michele di Monte Sant’Angelo, rischiarato solo da poche luci: qui, in uno straordinario intreccio di arte e sacralità, sembrano rivivere di colpo il misticismo medievale e i pellegrinaggi lungo la Via Sacra dei Longobardi. Tra i dirupi del vicino colle, dopo anni di abbandono, l’antica Abbazia di Santa Maria di Pulsano è sorta a nuova vita per offrire ospitalità e momenti di intensa meditazione: in questo luogo si entra in contatto con la natura, immersi in un aspro paesaggio punteggiato di Eremi ricavati in grotte naturali, un tempo abitati dai monaci e a volte perfino affrescati.

A oltre millecinquecento anni di distanza dalla prima leggendaria apparizione dell’Arcangelo Michele, in questo luogo si percepisce ancora oggi uno straordinario misticismo, il cui culmine si vive durante le due solenni processioni dedicate all’Arcangelo guerriero, che si tengono ogni anno l’8 maggio e il 29 settembre. Un campanile ottagonale introduce al Santuario: sculture medievali, una splendida porta bronzea, altre opere d’arte di grande valore e un intreccio coinvolgente di storia e spiritualità permeano l’interno, e in particolare la Grotta delle Apparizioni. Si narra che l’Arcangelo sia apparso qui al tempo in cui regnavano i Longobardi: furono proprio loro a diffonderne il culto e a trasformare il paese in meta di pellegrinaggi per l’intera cristianità, che vi accorse in massa soprattutto all’epoca delle Crociate in Terrasanta. Poco fuori dal paese, a strapiombo sui dirupi del Gargano affacciati sul Golfo di Manfredonia, ci si inebria ancora di spiritualità nell’antica Abbazia di Santa Maria di Pulsano, tornata a splendere grazie a un recente restauro dopo un periodo di abbandono perdurato fin dagli anni ’70, dove dedicarsi alla contemplazione della bellezza e alla meditazione. Ricavati spesso in grotte remote, i numerosi Eremi nei dintorni, alcuni dei quali conservano ancora tracce pittoriche, consentono di intraprendere un percorso che riserva molte emozioni, da vivere con l’animo sospeso tra sacro e natura.

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