Itinerario

Montaione. Percorsi di fede

in collaborazione con Touring Club Italiano

Una Chiesa e una ventina di cappelle sparse nella vegetazione: per capire la realtà del Sacro Monte di San Vivaldo a Montaione, occorre ascoltarne la storia. Inizio Cinquecento: raggiungere la Terra Santa è difficile, il Papa concede ai fedeli la possibilità di mostrare la loro devozione visitando luoghi più vicini. In quest’area i Francescani costruiscono allora la Gerusalemme di San Vivaldo, riproducendo in scala la Città Santa: ancora oggi in queste cappelle si scoprono statue che raccontano la vita di Cristo in una immaginaria ricostruzione della Terra Santa. Il percorso di fede a Montaione continua nella Chiesa di San Regolo, per poi portare ad Artimino, nella Pieve di San Leonardo, per immergersi in una intatta spiritualità medievale e, infine, a Carmignano, nella Pieve di San Michele per ammirare la Visitazione del Pontormo.

Risale ai primissimi anni del XVI secolo la nascita del Sacro Monte di San Vivaldo presso Montaione, una serie di cappelle decorate che ricalcano i luoghi santi di Gerusalemme, realizzate dal francescano Tommaso da Firenze. Scopo dell’impresa era assicurare la possibilità di un pellegrinaggio agli abitanti del luogo, senza la necessità di recarsi nella lontana Terra Santa. Nella Chiesa di San Vivaldo sono custodite le reliquie dell’eremita che aveva abitato questi luoghi e in cui era spirato nel 1320. Gruppi di terracotta di scuola robbiana rievocano Episodi della vita e della Passione di Cristo all’interno delle cappelle, alcune delle quali sono andate perdute nel tempo. Anche la Chiesa che domina la piazza centrale del borgo di Montaione, intitolata a San Regolo, è legata alla memoria di San Vivaldo, che qui fu inizialmente sepolto. L’elegante interno rifatto nel XVII secolo conserva un Crocifisso ligneo del XIII secolo e una preziosa Madonna del Buon Consiglio del maestro senese Guido di Graziano, della fine del XIII secolo. Ci si sposta nella Pieve di San Leonardo presso Artimino, già esistente nel 998, poi rifatta in epoca romanica, come denunciano le absidi e il profilo a capanna. Gotica è invece la spazialità dell’interno, prezioso scrigno di sculture quattro-cinquecentesche in legno e terracotta. L’ultima tappa è Carmignano: nella Chiesa francescana di San Michele si conserva uno dei più preziosi dipinti dell’arte italiana, la Visitazione del Pontormo, summa della sua pittura, considerata l’apogeo del Manierismo italiano.

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