Itinerario

Lomellina. Castelli e forti

in collaborazione con Touring Club Italiano

Si va per castelli e torri, balzando su fortificazioni che testimoniano l’importanza strategica della Lomellina. Varcato il confine naturale del Sesia si raggiungono Cozzo e il suo castello, che nel 1499 ospitò il re di Francia Luigi XII in marcia verso Milano per rivendicarne il Ducato. A Vigevano si sosta a lungo per soffermarsi tra i portici della Piazza Ducale, visitare il castello e la vicina frazione della Sforzesca, per lasciarsi trasportare negli sfarzi e nella vita di una grande corte rinascimentale che contribuì allo sviluppo di arte, architettura e agricoltura. Dopo aver scoperto la bellezza appartata di Lomello, a pochi chilometri di distanza il profilo dell’ampio Castello Visconteo di Sartirana accoglie il visitatore e lo invita a scoprire la storia della Lomellina, scandita dal repertorio del Museo Etnografico.

Un fazzoletto di terra compreso fra il Po, il Ticino e il Sesia, dedicato da secoli al lavoro nei campi, un intreccio di rogge, canali e fontanili che in primavera sembrano congiungere l’acqua, la terra e il cielo. Questo è il paesaggio per certi versi metafisico della Lomellina, un angolo della Pianura Padana al confine con il Piemonte che ha una sua identità inconfondibile, fatta di piccoli borghi segnati dal mattone lombardo, di lunghi filari di pioppi, di cascine solitarie e di nobili castelli sorti in epoca medievale al servizio di feudatari prima, e dei signori di Milano, i Visconti e gli Sforza, poi. Le memorie della sua storia risuonano tra le mura del trecentesco Castello di Cozzo dei conti Gallarati Scotti, feudatari prima degli Sforza, poi dei Francesi e quindi del viceré di Spagna. Celebrazione dell’epoca rinascimentale e di una corte in cui operarono Leonardo e Bramante è Vigevano, che attraverso la sua superba Piazza Ducale e il castello fortificato, tra i più grandi d’Europa, rende omaggio a quel Ludovico Maria Sforza sotto il cui potere la città raggiunse l’apice del suo splendore. Molto più piccolo ma altrettanto ricco di sorprese è Lomello, il paese da cui la Lomellina prende il nome, che fu testimone di un episodio cruciale della storia lombarda: il matrimonio fra Teodolinda, principessa degli Àvari vedova di Autari, e il re longobardo Agilulfo, con la conseguente conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Se il suo castello costruito nell’alto Medioevo si presenta oggi in una veste quattro-cinquecentesca, a evocare la storia più antica rimangono lo splendido Battistero di San Giovanni ad Fontes e l’attigua Basilica di Santa Maria Maggiore. Nell’estremo lembo della Lomellina si raggiunge infine l’antico borgo di Sartirana, il “paese delle rane” famoso per il suo esemplare Castello Visconteo di fine Trecento e l’attiguo edificio rurale (la cosiddetta “Pila”) un tempo destinato alla lavorazione (pilatura) del riso, entrambi oggi location di estrose collezioni d’arte, moda e design.

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