Itinerario

La Puglia dei Dolmen

in collaborazione con Touring Club Italiano

Nei campi di terra rossa, tra gli ulivi, austeri blocchi di pietra raccontano una storia lunga millenni. Sono i dolmen, monumenti funebri della cultura megalitica, che dal VI secolo a.C. si è diffusa attraverso l’Europa fino alle rive del Mediterraneo. I più interessanti sono qui, nell’area compresa fra Bisceglie e Corato, e possono essere visitati con un itinerario che si arricchisce con la scoperta delle ottime produzioni locali di olio, formaggi e vini.

La campagna pugliese è tagliata da tranquille stradine secondarie, bordate da muretti a secco, risultato di secoli di bonifica e di duro lavoro da parte di pazienti contadini. Qua e là sopravvivono una vecchia torre di avvistamento, qualche antico casale, una piccola Chiesa silenziosa. Tra Bisceglie e Corato gli uliveti sono rigogliosi e si stendono a perdita d’occhio disegnando linee e geometrie ordinate su un paesaggio leggermente ondulato, che si perde all’orizzonte lasciando intuire da un lato il mare e dall’altro i rilievi delle Murge. Fin qui, in piena area mediterranea, giunse quella cultura megalitica nata intorno al VI secolo a.C. sulle coste dell’Oceano Atlantico e diffusasi rapidamente in tutto il continente europeo. Tra le testimonianze più imponenti di quella civiltà sono giunti fino a noi i dolmen, monumenti funebri realizzati con grandi blocchi di pietra, che grazie alla loro mole e semplicità costruttiva hanno attraversato i millenni, conservandosi pressoché intatti. Conosciuti da sempre, i dolmen di quest’area sono stati studiati a più riprese nel corso del Novecento. Si trattava di sepolture, probabilmente di personaggi importanti delle comunità che in quell’epoca lontana vivevano sulle coste dell’Adriatico e, come accade nel resto d’Europa, erano ricoperti da terra e pietre di dimensioni minori, fino a formare un tumulo di cui oggi possiamo riconoscere solo i contorni. Un breve corridoio immetteva in una cella, nella quale erano sepolti i defunti: le campagne di scavo hanno riportato alla luce scheletri umani insieme a suppellettili e resti animali, probabili avanzi di pasti rituali e dei riti che accompagnavano l’entrata nell’Aldilà.

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