Itinerario

La Cesena dei Malatesta

in collaborazione con Touring Club Italiano

Un viaggio nel cuore della Romagna, a Cesena, dove le impronte dei Malatesta sono ancora oggi parte viva e intensa del territorio. Si parte dalla Rocca Malatestiana che, con la sua imponenza a ridosso della città, accoglie i visitatori offrendo la possibilità di esplorare i camminamenti che si snodano dentro le mura della fortezza. Si prosegue poi con la visita al Museo dell’Agricoltura, all’Armeria e alla Sala della Giostra ospitate all’interno delle due torri, per concludere con una passeggiata sui bastioni ammirando il panorama che va dall’Appennino al mare. Per gli amanti di libri antichi, non può mancare una visita alla Biblioteca Malatestiana, luogo suggestivo che, oggi come cinquecento anni fa, conserva nei banchi di legno scolpito un ricco patrimonio culturale fatto di manoscritti antichi e moderni, incisioni, codici e incunaboli.

Cesena ebbe la sua ora di gloria e splendore con la breve epoca dei Malatesta, che la dominarono nel Quattrocento. Per scoprire la città che resero magnifica, il punto di partenza ideale è la Rocca Malatestiana con le sue due grandi torri, che domina il Colle Garampo, l’unica altura della piatta Romagna che, per la sua mole, obbligò i progettisti di Roma a inserire una curva nel tracciato rettilineo della Via Emilia. All’interno del torrione “femmina” si trova un museo dedicato all’agricoltura, ma vale la pena di salire ai camminamenti superiori per godersi con calma un panorama davvero unico della città e della pianura, che si allunga fino alle sponde dell’Adriatico. Il gioiello cittadino, voluto da Malatesta Novello, è la Biblioteca Malatestiana, la biblioteca civica più antica d’Italia, nata nel XV secolo grazie all’architetto Matteo Nuti, che intendeva riprodurre l’antica biblioteca del Convento di San Marco a Firenze. Oggi l’antica sala è compressa tra edifici ottocenteschi, ma nel momento in cui il portone d’accesso si spalanca, sembra di entrare di colpo nell’epoca del Rinascimento. Allungata e silenziosa, si compone di tre navate e undici campate; le due laterali sono occupate dai plutei originali, dove sedevano storici e studiosi, ognuno ricco di volumi antichi e codici miniati. È facile stupirsi, osservando i testi di Boezio o Sant’Agostino, della ricchezza delle miniature, la cui preziosa finezza sembra essere amplificata dalla solennità dell’ambiente di una biblioteca unica al mondo.

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