Itinerario

La biodiversità del Vesuvio

in collaborazione con Slow Food Italia

Si va alla scoperta del Parco Nazionale del Vesuvio, che grazie al suo terreno fertilizzato dalla lava è uno straordinario custode di frutti e verdure, unici nelle loro caratteristiche. Si parte da Nola dove si possono assaggiare vini ottenuti da vitigni autoctoni sin dal 1607, per poi raggiungere Acerra dove ci si può stupire per i sapori di un particolare legume, il fagiolo dente di morto apprezzato sin da epoche antiche e perfetto per la preparazione di zuppe che si possono gustare nelle osterie della zona. Spostandosi a San Sebastiano al Vesuvio si incontrano le ricche coltivazioni di frutta e verdura utilizzate per preparare ottime conserve. Il viaggio si conclude a Sant’Anastasia, dove farsi raccontare i segreti per preparare il nocillo, raro e intenso liquore a base di noci di Sorrento.

Si va alla scoperta del Parco Nazionale del Vesuvio, che grazie al suo terreno fertilizzato dalla lava è uno straordinario custode di frutti e di verdure, unici nelle loro caratteristiche. È incredibile la concentrazione di un numero così alto di diverse varietà vegetali e razze animali in una superficie tutto sommato non tanto estesa come quella del parco (“solo” 7000 ettari). Si parte da Nola dove, grazie a una tradizione monastica che risale al 1607 si conserva ancora oggi l’unica realtà vitivinicola del territorio. I vini, ottenuti da vitigni autoctoni, prendono forma nel pieno rispetto del silenzio e dei tempi lunghi e lenti della vita monastica. Fra i più apprezzati, c’è il Rosso Pompeiano ottenuto da uve aglianico e piedirosso: quest’ultima, chiamata anche per’e palummo, dà al vino un colore rosso rubino intenso e profumi fruttati con note di violetta. Si raggiunge quindi Acerra dove ci si può stupire per i sapori di un particolare legume, il fagiolo dente di morto. Il suo nome è legato al colore bianco opaco. Di antichissima tradizione, si semina tradizionalmente ad aprile e luglio ed è coltivato secondo pratiche ecocompatibili. La buccia è sottile, quasi impercettibile al palato, e cuoce rapidamente. L’eccellente pastosità e il sapore intenso ne fanno un ingrediente caratteristico della tradizione gastronomica napoletana: pasta e fagioli, ovviamente, e svariate zuppe. Spostandosi a San Sebastiano al Vesuvio si incontrano le ricche coltivazioni di frutta e verdura utilizzate per preparare ottime conserve: i pregiati e profumatissimi pomodori del piennolo, i pomodori verdi, e ancora albicocche, prugne, mirtilli. Il viaggio si conclude a Sant’Anastasia, dove farsi raccontare i segreti per preparare il nocillo: si tratta di un rosolio di colore scuro, particolarmente amaro e digestivo, ottenuto dalla lunga macerazione delle noci in alcool e aromatizzato con chiodi di garofano e cannella.

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