Itinerario

Il profumatissimo melo decio di Belfiore

in collaborazione con Slow Food Italia

L’origine del melo decio potrebbe risalire addirittura all’epoca romana. I suoi frutti sono coltivati da sempre nel Medio e Basso Veronese. Comincia da Belfiore questa breve ma interessante escursione. La mela è talmente profumata che in passato era usata per dare un buon odore ad armadi, cassetti e guardaroba. La forma è appiattita, la buccia è verde, la polpa è compatta e di colore bianco. Il frutto può essere impiegato per ottime confetture e mostarde, da provare e acquistare a Villabella di San Bonifacio.

L’origine del melo decio potrebbe risalire addirittura all’epoca romana: il suo nome deriverebbe da Ezio, un generale che combatté contro l’esercito di Attila. I suoi frutti profumatissimi, coltivati da sempre nel Medio e Basso Veronese, vengono conferiti al Consorzio Ortofrutticolo di Belfiore da nove coltivatori della zona. Si comincia dunque da qui questa breve ma interessante escursione. La mela, talmente profumata che in passato era usata per dare un buon odore ad armadi, cassetti e guardaroba, è di forma appiattita; la buccia è verde con un sovracolore rosa chiaro, la polpa è compatta e di colore bianco. Si raccoglie a novembre e si conserva fino all’inizio della primavera. Il frutto del melo decio, però, non si gusta soltanto fresco: può essere impiegato per ottime conserve. Ci si sposta quindi a Villabella di San Bonifacio, dove la gastronomia Damoli, dal 2014, ricava eccellenti confetture e mostarde in cui il melo decio è protagonista.

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