Itinerario

Il miele delle Alpi torinesi

in collaborazione con Slow Food Italia

Rododendro, millefiori, melata: sono questi i tre mieli dell’arco alpino. Produzioni difficili: una buona stagione (concentrata esclusivamente nella stagione estiva) offre poche centinaia di quintali. Soltanto il nettare bottinato al di sopra dei 1400 metri dà miele “d’alta montagna”. Per il millefiori le piante coinvolte sono davvero tante: rododendro, campanula, lupinella, trifoglio, lampone, timo serpillo… È un prodotto splendido e delicato, sempre diverso, da zona a zona e da un anno all’altro. Per gustarne un più che valido esempio ci si può recare a Barone Canavese, dove Davide Blanchietti propone anche miele di castagno e di acacia, nonché il delicato aceto di miele e l’idromele, forse la bevanda fermentata più antica del mondo (si dice fosse già preparata nell’antico Egitto). Spostandosi ad Azeglio ecco Le Querce, azienda a gestione familiare che dal 1998 si è lanciata nella produzione di qualità. Fra le tante specialità, spicca il raro miele di rododendro: fresco e delicatissimo, con un leggero aroma che può ricordare la marmellata di piccoli frutti, ha un colore molto chiaro, che diventa bianco nel prodotto cristallizzato. Completano la proposta conserve, creme spalmabili, caramelle sempre a base miele. L’itinerario si conclude a Ivrea, dove Deborah e Cesare allevano api fin dal 1976. Una delle loro specialità è il miele di melata.  Di colore molto scuro, quasi nero, ha un profumo leggermente resinato e può ricordare il legno bruciato e lo zucchero caramellato. In bocca ha note di malto e di balsamico e si abbina perfettamente ai formaggi di media stagionatura. L’Apicoltura Canavesana completa la sua offerta con una serie di cosmetici e prodotti per l’igiene personale ricavati dal miele.

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