Itinerario

I tesori dei Colli bolognesi

in collaborazione con Slow Food Italia

Un giro tra i colli bolognesi svela un territorio ricco di tesori enogastronomici ancora poco valorizzati. Dolci colline su cui si aprono ampi panorami fanno da cornice a Sasso Marconi dove si potrà scoprire il Pignoletto, storico vitigno autoctono da cui si ottiene “il re dei colli bolognesi”, un raffinato vino bianco dal sapore sottile, unico e delizioso. Lo si potrà degustare a Monte San Pietro, prima di fermarsi a Savigno per deliziarsi con una cucina di antica tradizione a base di carni e paste fresche locali. Il viaggio si conclude a Zocca dove si potranno assaporare le carni della mora romagnola, utilizzate soprattutto per la produzione di salami ma ottime anche nelle tradizionali cotture di arrosti o braciole che ne esaltano il sapore.

Quello dei Colli Bolognesi, spicchio di Emilia al confine con il Modenese, è un mondo ricco di tesori enogastronomici che non ha ancora trovato la sua giusta valorizzazione al di fuori dei confini locali (la zona, infatti, è spesso meta delle gite fuori porta dei bolognesi). Attraverso dolci salite su cui si aprono bellissimi panorami, si incontrano, a Sasso Marconi e Monte San Pietro, alcune delle migliori aziende vinicole del territorio. Qui, il pignoletto, vitigno autoctono di antichissima origine, domina da almeno quattro secoli e dà vita a vini bianchi, freschi e invitanti, fermi, frizzanti o spumantizzati con metodo Classico o Charmat, realizzati con un occhio alla tradizione ma senza rinunciare alle moderne tecniche di vinificazione. Il colore è giallo paglierino tenue, gli aromi sono fruttati e con un leggero retrogusto amarognolo. Ci si sposta quindi a Savigno, dove deliziarsi con una cucina di antica tradizione a base di carni e paste fresche locali nonché acquistare prelibatezze (conserve, confetture, sughi, liquori) preparate con materie prime locali di assoluta eccellenza, tra le quali alcuni Presìdi Slow Food. Il viaggio si conclude a Zocca, dove si potranno assaporare le carni della mora romagnola: si tratta di una razza suina che rischiava di scomparire ma che sta vivendo una giusta riscoperta. Carni sapide, morbide ma compatte, alquanto grassottelle, sono perfette per la produzione di salumi di pregio quali il culatello o la spalla cruda, ma anche le tradizionali cotture casalinghe (arrosti, braciole, spiedini) esaltano i sapori e i profumi, ricchi e complessi, di questa carne “ritrovata”.

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