Itinerario

I Longobardi in Italia. I luoghi del potere: Complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia

in collaborazione con Beni Unesco

Il sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è costituito da sette importanti complessi architettonici attraverso la Penisola Italiana: l’area della Gastaldaga con il Tempietto Longobardo e il Complesso Episcopale a Cividale del Friuli (UD), l’area monumentale con il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il castrum con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio Torba (VA), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (PG), il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (PG), il complesso di Santa Sofia a Benevento, il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (FG).

Il sito rappresenta la quintessenza della testimonianza del patrimonio artistico ed architettonico della cultura longobarda in Italia. Gens di origine germanica, insediatasi e convertitasi al Cristianesimo, assimilò i valori materiali e culturali propri dalla tradizione romana. Entrati inoltre in contatto con gli influssi bizantini, ellenistici e mediorientali, i Longobardi raggiunsero una sintesi artistica, architettonica e culturale unica in termini di diversità stilistica e monumentale e dei differenti costumi religiosi e laici. Si tratta di uno dei principali fenomeni all’origine del mondo europeo medievale e alla base della cristianità occidentale.

Il complesso di San Salvatore – Santa Giulia, oggi sede del Museo della città, è uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca di Brescia Desiderio nel 753, prima di diventare re.

La chiesa di San Salvatore è tra le testimonianze più importanti dell’architettura religiosa altomedievale conservata in alzato. L’apparato ornamentale con stucchi e affreschi integrati fra loro è, con quello di Cividale del Friuli, uno dei più ricchi e meglio conservati dell’Alto Medioevo.

Il monastero, che disponeva di strutture di servizio per l’accoglienza dei pellegrini e per l’alloggio dei poveri, si estendeva verso occidente, con abitazioni, sepolture e impianti produttivi; tracce di questi sono ancora presenti nella vicina area archeologica. In questo spazio urbano si legge una sequenza ininterrotta di edifici di culto, con evidenze monumentali del I secolo a.C. (Santuario tardo repubblicano) e dell’età imperiale (Capitolium, 73 d.C); dell’area archeologica fa parte il teatro di età romana con tracce di frequentazione altomedievale. 

Criterio ii: I monumenti Longobardi sono una testimonianza esemplare della sintesi culturale ed artistica che ebbe luogo in Italia dal VI all’VIII secolo tra la tradizione Romana, la spiritualità Cristiana, le influenze bizantine e i valori mutuati dal mondo germanico, preannunciando e favorendo lo sviluppo della cultura e dell’arte carolingia.

Criterio iii: I luoghi Longobardi del potere esprimono forme artistiche e monumentali nuove e straordinarie, che testimoniano la specificità della cultura Longobarda nell’ambito dell’Europa Altomedievale. dell’alto medioevo in Europa. Nel loro insieme essi costituiscono una serie culturale unica e chiaramente identificabile, i cui molti linguaggi e finalità esprimono il potere delle diverse élites Longobarde.

Criterio vi: I luoghi dei Longobardi e la loro eredità nelle strutture culturali e spirituali della cristianità medievale europea sono molto rilevanti. Essi hanno potenziato significativamente il movimento monastico e hanno contribuito alla creazione di una meta antesignana dei grandi pellegrinaggi, Monte Sant’Angelo, con la diffusione del culto di San Michele.

I Longobardi svolsero inoltre un ruolo determinante nella trasmissione al nascente mondo europeo delle opere classiche di letteratura, tecnica, architettura, scienza, storia e diritto.

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