Itinerario

I grandi vini del piccolo Molise

in collaborazione con Slow Food Italia

Il viaggio tra i grandi vini molisani parte da Campomarino con il Biferno, la più nota tipicità enologica della regione: il rosso è di colore rubino più o meno intenso con riflessi granati quando è invecchiato, e ha un sapore asciutto e vellutato. Il bianco, dal colore paglierino con riflessi verdognoli, è delicato e leggermente aromatico. Si prosegue verso Ururi dove si possono assaggiare diverse declinazioni del Molise, pregiato vino a base di uve montepulciano: il rosso, elegante, in bocca ricorda la frutta matura; il rosato, più delicato, è ugualmente intenso. A San Felice del Molise si va poi alla scoperta di un vitigno conosciuto fin dal Settecento e dell’omonimo vino che se ne ricava, il Tintilia, che, dopo anni di oblio, sta finalmente vivendo una meritata rinascita. È un vino morbido, vellutato e di buon corpo se vinificato in rosso, più scorrevole e speziato in versione rosé.

Il viaggio tra i grandi vini molisani parte da Campomarino, comune dalla storica tradizione arbëreshë (italo-albanese) posto sulla costa adriatica. Qui si può gustare la più nota tipicità enologica della regione: il Biferno. Si produce nelle tipologie rosso (anche nella versione Riserva e Superiore), rosato e bianco. Rosso e rosato si ottengono da uve montepulciano (70-80%) e aglianico (15-20%), mentre il bianco si ottiene con prevalenza di uve trebbiano toscano (60-70%). Il rosso è di colore rubino più o meno intenso con riflessi granati quando è invecchiato, e ha un sapore asciutto e vellutato. Il rosato ha un colore rosa più o meno intenso, un odore fruttato delicato, un sapore asciutto e fruttato. Il bianco, dal colore paglierino con riflessi verdognoli, è delicato e leggermente aromatico. Si prosegue verso Ururi, anch’esso comune arbëreshë, dove si possono assaggiare diverse declinazioni della Doc Molise, una famiglia di vini molto variegata che spazia dal novello al rosso riserva, dal bianco al passito allo spumante. Molto diffusi il rosso e il rosato a base di uve montepulciano (minimo 85%): il rosso, elegante, in bocca ricorda la frutta matura, il rosato, più delicato, è ugualmente intenso. Continuando il viaggio nell’entroterra, a San Felice del Molise si va poi alla scoperta di un vitigno esclusivamente tipico della zona e dell’omonimo apprezzatissimo vino che se ne ricava, il Tintilia. Conosciuto fin dal Settecento, era quasi scomparso in seguito all’introduzione di vitigni più produttivi, ma dopo anni di oblio sta finalmente vivendo una meritata rinascita. Se vinificato in rosso è un vino morbido, vellutato e di buon corpo, dal colore rubino intenso con riflessi violacei che diventa granato con riflessi aranciati nella versione Riserva; il rosato è invece più fruttato, scorrevole e speziato.

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