Itinerario

I chiostri e la Pianura Padana

in collaborazione con Touring Club Italiano

Una terrazza, spalancata sulla pianura dei grandi vigneti, a un passo dal cinquecentesco Convento dell’Annunciata. Guadagnarsi questa magnifica vista è facile: basta seguire una stradina acciottolata che sale, sinuosa, lungo la collina sopra Rovato. È la prima tappa di un percorso spirituale che prosegue con la visita all’Abbazia Olivetana di San Nicola, famosa per i suoi chiostri, e si conclude al Monastero di San Pietro in Lamosa, immerso nel verde di un’oasi naturalistica sulle sponde del Lago d’Iseo.

Sulla cima del Monte Orfano il Convento della Santissima Annunciata domina nel silenzio la verde pianura sottostante. Qui finisce la Pianura Padana e cominciano le colline della Franciacorta. I vigneti si estendono a perdita d’occhio punteggiati da cascine e da borghi agricoli, con qua e là il castello o la villa di un’antica famiglia feudale proprietaria di quei possedimenti. La prima collina sorge a Rovato, proprio sopra l’autostrada. La via per accedervi lambisce il Castello Quistini, famoso per i suoi roseti e i giardini all’italiana, poi comincia a salire lastricata fino in cima, guadagnandosi la frescura tra i tigli e un bosco di carpini, robinie, olmi e altre specie arboree. In basso comincia una buona terra fertile, resa produttiva nei secoli dal lavoro dei monaci. Maestri instancabili, soprattutto i Benedettini, erano noti per la loro capacità di coltivare i campi e di diffondere la vite e l’ulivo, secondo il motto “ora et labora”, “prega e lavora”. Ne è testimone l’Abbazia olivetana di San Nicola a Rodengo Saiano, fondata nell’XI secolo da una congregazione di frati dell’ordine di San Benedetto, che serviva da punto di ristoro per i pellegrini in viaggio verso Roma. Le terre via via donate alla Chiesa venivano bonificate dai frati e grazie alla loro opera la Franciacorta oggi è disegnata da filari di uva preziosa, alla base di un rinomato vino DOCG. Non lontano, un altro importante Monastero cluniacense sorge sulle rive meridionali del Lago d’Iseo al bordo di un’area lacustre diventata una riserva protetta molto importante per l’avifauna: San Pietro in Lamosa, magnifica sintesi di quel sentimento religioso che avvicina Dio alla bellezza della natura, proprio nello spirito dei vecchi monaci che lo hanno fondato.

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