Itinerario

I canyon di Fossombrone

in collaborazione con Touring Club Italiano

Il silenzio delle gole del Metauro è rotto solo dal soffio del vento e dal leggero rumore dello scorrere del fiume tra le sue rive rocciose. A poca distanza da Acqualagna, seguendo il tracciato dell’antica Via Flaminia, una passeggiata tra le suggestive pareti della Gola del Furlo sulle rive del Candiglione conduce a una galleria scavata due millenni or sono dagli ingegneri di Roma al servizio dell’imperatore Vespasiano, che scelsero proprio questa forra per attraversare la barriera montuosa dell’Appennino. Più avanti nella Valle del Metauro, poco prima di raggiungere Fossombrone, la geologia continua a dare spettacolo di sé con le Marmitte dei Giganti. Una serie di imponenti cavità, create dallo scorrere del fiume sulle pareti della roccia, che si possono ammirare affacciandosi dal ponte di San Lazzaro o scendendo con un breve sentiero all’interno del canyon stesso.

Un incontro a tu per tu con la bianca roccia calcarea che costituisce lo scheletro dell’Appennino Marchigiano, e che è stata incisa profondamente da millenni di erosione da parte delle acque del Candiglione, affluente del Metauro. A poca distanza da Acqualagna, la Gola del Furlo è un canyon imponente, con pareti che svettano altissime al di sopra del corso d’acqua. I Romani, nello sforzo di dotare i loro domini di una rete stradale efficiente, scelsero proprio questa forra per tracciare la Via Flaminia in direzione dell’Adriatico. Non si trattò di un’opera facile, come si può capire ammirando la gola dall’interno. La strada doveva correre abbastanza in alto rispetto al livello delle acque per evitare le piene improvvise e, in un punto dove non esisteva altra soluzione, scalpellini e ingegneri scavarono per ordine di Vespasiano una galleria lunga quasi 40 m, che le auto percorrono ancora ai giorni nostri. Oggi una sosta nelle gole, oppure lungo il corso del Candiglione all’imbocco del canyon presso Acqualagna, è un piacere fatto di silenzio rotto solo dal gorgogliare dell’acqua. Qui risuonano solo le grida dei rapaci e il frusciare degli alberi smossi dal vento che s’incanala turbinando in questa spaccatura naturale. Poco prima di raggiungere Fossombrone, che al tracciato della Flaminia deve da sempre la sua prosperità, da un alto ponte sul corso del Metauro ci si può affacciare sulle rocce scolpite dai vortici del fiume in tante profonde vasche tondeggianti. Sono le Marmitte dei Giganti, un altro esempio della spettacolare storia geologica che ha plasmato le Montagne del Furlo.

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