Itinerario

Garfagnana. Terra di poeti

in collaborazione con Touring Club Italiano

Oltre che per la natura, la Garfagnana sorprende anche per la sua storia, scritta da grandi poeti. L’Ariosto amministrò la zona per conto degli Este dalla poderosa Rocca Ariostesca di Castelnuovo di Garfagnana, in cui oggi è ospitato un Museo Archeologico. È suggestivo poi ripercorrere i passi del poeta lungo il Sentiero Ariosto, un percorso che parte proprio dalla Rocca, alla scoperta dell’incantevole campagna toscana in cui probabilmente passeggiava lo stesso celebre Ludovico. Anche un altro grande poeta, Giovanni Pascoli, visse gli ultimi anni a poca distanza, a Castelvecchio Pascoli. Nella sua Casa Museo tutto è rimasto quasi immutato: i manoscritti, la cucina, le scrivanie, le foto scattate dal Pascoli stesso. Ci si sposta poi a Barga, amata dal poeta fanciullino, per visitare il delizioso centro storico.

La “montagna di Lucca”, la Garfagnana, si dispiega attorno alla vallata del fiume Serchio, incuneata tra le Alpi Apuane a ovest e le propaggini dell’Appennino Tosco-Emiliano a est. Una montagna splendida, ricca di boschi e acque, di aspre vette e di borghi rimasti sospesi nel tempo, come Castelnuovo di Garfagnana e Barga. Gli scenari naturalistici, ancora oggi così ameni e pittoreschi, hanno attratto artisti e poeti in ogni epoca storica. Nei primi del Cinquecento Ludovico Ariosto vi fu inviato dai suoi signori come governatore. A Castelnuovo di Garfagnana si può ancora visitare la Rocca dove si insediò – oggi un Museo Archeologico che raccoglie i reperti del territorio – per poi percorrere un sentiero escursionistico a lui dedicato, scoprendo tra i boschi un intatto angolo di campagna toscana. In tempi più recenti, anche Giovanni Pascoli elesse la Garfagnana a sua dimora. Le testimonianze della sua vita sono a Castelvecchio Pascoli, dove si scopre la Casa Museo con i cimeli, i manoscritti e le scrivanie del poeta. Si prosegue verso la vicina Barga, delizioso borgo dal fascino intatto, a sua volta indissolubilmente legato al poeta fanciullino, che si innamorò dei suoi scorci caratteristici e silenziosi. Anche a più di cent’anni di distanza, rapiti dai panorami che spaziano sull’Appennino e sulle Alpi Apuane, si può comprendere come questa terra possa stregare un poeta.

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