Itinerario

Frasassi, sotto un cielo di pietra

in collaborazione con Touring Club Italiano

Un mondo senza stelle, indifferente alle stagioni, punteggiato di laghetti che echeggiano del suono delle gocce che cadono dalle stalattiti, e ornato da fiori di cristalli creati da millenni di lento scorrere dell’acqua e di colate di bianca calcite. Sono le Grotte di Frasassi: qui si assapora il buio delle grandi sale e delle gallerie che, scolpite nelle viscere della montagna, formano una delle più ampie ed estese grotte italiane. Si parte dalla Sala Ancona, sulla cui volta si può osservare ancora il foro dell’abisso da cui scesero i primi esploratori, e si prosegue attraverso la Sala dell’Infinito e la scintillante Sala delle Candeline. L’emozione continua fuori dalle Grotte, nell’enormità della Gola di Frasassi dove architetti del passato, ispirati dal paesaggio roccioso e severo, hanno edificato luoghi di pace e spiritualità. Da una parte, in armonia con la natura circostante, si incontra l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse; dall’altra, nell’antro della Grotta del Mezzogiorno, spicca il piccolo tempietto neoclassico di Valadier.

Lasciata alle spalle la costa, la via verso l’interno conduce rapidamente a incontrare i contrafforti dell’Appennino: una catena composta soprattutto da rocce calcaree che, grazie al fenomeno dell’erosione, sono state modellate in forme molto particolari. Il canyon della Gola di Frasassi, che corre tra Genga e San Vittore delle Chiuse, è una profonda forra sul cui fondo scorrono le acque del torrente Sentino, sovrastata dal Monte di Frasassi (709 m) e dal Monte Valmontagnana (930 m). Tutta la zona è stata profondamente modificata dal carsismo, che ha creato una serie di enormi cavità sotterranee ancora non del tutto esplorate dagli speleologi. Le Grotte di Frasassi, aperte al pubblico negli anni ’70 del secolo scorso, sono composte dai due sistemi sotterranei della Grotta Grande del Vento e della Grotta del Fiume. Il percorso, che permette di raggiungere la grotta naturale grazie a una galleria artificiale, porta innanzitutto all’interno dell’enorme ed echeggiante abisso della Sala Ancona, alta circa 100 m e segnata dalla presenza di imponenti stalagmiti. Si entra poi in una serie di gallerie che conducono ad altre sale di minori dimensioni (la Sala Duecento, la Sala Infinito, il Canyon) dove il lento sgocciolìo dell’acqua ha creato un decoro fiabesco di stalattiti, stalagmiti, vaschette e cristalli. Diverse sono poi le prosecuzioni della grotta che possono essere percorse seguendo esperte guide lungo gli itinerari speleologici, che si affrontano attrezzati di tuta, casco e lampada frontale fornite dall’organizzazione. L’emozione continua fuori dalle Grotte, nell’enormità della Gola di Frasassi, dove appaiono piccoli edifici di culto eretti in sintonia con la pace e la severità del paesaggio roccioso. Il piccolo borgo di San Vittore delle Chiuse deve il suo nome alla bianca Chiesa romanica che faceva parte di un’antica Abbazia mentre, lungo la gola di Frasassi, nell’enorme antro della Grotta del Mezzogiorno venne edificato, su progetto di Giuseppe Valadier, un curioso tempietto neoclassico, la cui cupola riempie quasi perfettamente l’ambiente sotterraneo.

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