Itinerario

Fermano e Piceno. L’arte dei fratelli Crivelli

in collaborazione con Touring Club Italiano

Gli abiti sfarzosamente ornati e gli elaborati oggetti d’oro del polittico dell’Incoronazione della Vergine nella Pinacoteca Civica di Sant’Elpidio a Mare sono il biglietto da visita per un viaggio appassionante nella pittura quattrocentesca dei fratelli veneziani Carlo e Vittore Crivelli. A Monte San Martino ci si lascia contagiare dall’intensa vitalità delle figure del polittico di San Martino; a Montefiore dell’Aso si cerca, tra le sale del Polo Museale di San Francesco, il trittico illuminato dal profilo ammaliante di una Maddalena emblema di peccato e redenzione; a Cupra Marittima ci si lascia intenerire dal trittico di San Basso. Nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno si ammirano, poi, i due trittici di Valle Castellana, in cui predominano il rosso e le dorature di drappi e ricami, e infine ci si stupisce dinanzi al polittico custodito fin dalla sua creazione nella Cattedrale di Sant’Emidio.

È singolare ripercorrere le avventure artistiche di due fratelli veneziani giunti nelle Marche del tardo Quattrocento. Il più anziano Carlo e il più giovane Vittore Crivelli operarono rispettivamente nel Piceno e nel Fermano, lasciando numerose opere di cui non è stato facile riconoscere la mano. Guardando il polittico dell’Incoronazione della Vergine nella Pinacoteca Civica di Sant’Elpidio a Mare, si ammirano gli abiti sfarzosamente decorati, la cura dei dettagli, l’uso abbondante dell’oro e un’intelaiatura ancora di stampo medievale, caratteristiche tipiche dell’arte tardogotica. Di questo stile Vittore Crivelli fu uno dei più autorevoli esponenti, senza però tralasciare la nascente cultura umanistica assorbita sulle coste dalmate. In questo polittico di ben diciotto tavole lo sguardo si perde a contemplare i personaggi principali – Gesù e la Vergine nei loro splendidi paramenti –, i santi laterali a figura intera, ognuno riconoscibile nella sua iconografia tradizionale, e le vivaci storie narrate nella predella. Ci si addentra poi tra le morbide ondulazioni delle colline marchigiane alla volta di Monte San Martino. Nella Chiesa dedicata al Santo, accanto a due opere di mano di Vittore, un eccezionale polittico testimonia la tarda collaborazione tra i due fratelli: memorabili le figure di San Michele Arcangelo, della Maddalena e di San Martino a cavallo. Qualche chilometro verso la costa è sufficiente per dedicarsi all’ammirazione estatica di una Maddalena affilata e seducente come una diva del cinema moderno, che fa capolino nel polittico – sublime opera di Carlo – custodito nel Polo Museale di San Francesco della bella località di Montefiore dell’Aso. Si segue la linea del mare per ritrovarsi di fronte al trittico di San Basso a Cupra Marittima: nuovamente si rivela l’arte di Vittore, stavolta in forma più intimistica, troppo spesso oscurata dalla fama del fratello maggiore. Eccoci infine ad Ascoli Piceno: qui è nuovamente Carlo a stupire. Delle numerose opere commissionate al pittore, oggi ne restano solo tre a impreziosire le sale della Pinacoteca Civica (tra cui i due trittici di Valle Castellana) e la Cattedrale di Sant’Emidio, dove il magnifico polittico – lì posizionato da oltre mezzo millennio nella sua cornice lignea originaria – conclude l’itinerario con il capolavoro del fratello maggiore.

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