Itinerario

Dolomiti Bellunesi. Chiese tra i monti

in collaborazione con Touring Club Italiano

Edificate in tempi remoti e in luoghi isolati, le chiesette pedemontane delle Dolomiti Bellunesi sono un tesoro nascosto, custodi di momenti di storia locale. Si cammina nella natura per raggiungerle e scoprirne alcune tra le più legate alla devozione popolare, come la chiesa dei Ss. Tiburzio e Susanna, la cui acqua si credeva miracolosa per la pertosse, o l’affrescata S. Martino in Valle, dedicata al protettore dei vignaioli. Nel vicino santuario dei Ss. Vittore e Corona, ad Anzù, alla spiritualità si affianca un’intensa bellezza: quella degli affreschi giotteschi che lo illuminano e quella del panorama, che va dal Piave alle Vette Feltrine, preludio delle Dolomiti. Completa la scoperta il Museo etnografico di Cesiomaggiore, testimonianza di vita, religiosità e tradizioni di queste genti di montagna.

L’invito è seguire le tracce di una spiritualità antica e popolare, che intreccia le sue corde con l’arte e la natura e svela un’anima inedita di questa porzione di territorio all’ombra delle Dolomiti Bellunesi. Si parte dalla chiesetta dei Ss. Tiburzio e Susanna in Monte, luogo di devozione popolare e presidio di difesa, posta su uno sperone di roccia che domina la vallata e il castello di Feltre, oggi punto magnificamente panoramico ma un tempo anche strategico. La si raggiunge lasciandosi alle spalle la piccola frazione di Facen nel comune di Padavena e incamminandosi sul sentiero che via via prende quota e si immette nel bosco di latifoglie. Il silenzio sembrerà assordante e interrotto solo dai suoni della natura, degli uccelli e dei corsi d’acqua carsici che ogni tanto affiorano improvvisi. A piedi si può raggiungere anche la chiesa di S. Martino in Valle che, più defilata, si inserisce armoniosamente nel paesaggio circostante. Del piccolo tempio colpiscono soprattutto le forme rigorose e gli interni affrescati; la religiosità che evoca è semplice, per molti versi “terrena”, come d’altronde il santo-soldato a cui è dedicata, ma non per questo meno coinvolgente. Ridiscesi da questi luoghi un po’ isolati, si punta al santuario dedicato ai santi Vittore e Corona ad Anzù, di remota fondazione e grande fascino. Il consiglio è sempre di percorrere a piedi il breve sentiero nel bosco che porta a quello che è considerato il più significativo edificio medievale dell’Alto Veneto. Ne saranno appagati lo spirito, circondato dal silenzio della natura, la vista, che dal santuario sarà sedotta dal panorama che abbraccia dall’alto l’intera vallata – dal Piave al monte Grappa, da Feltre con le sue mura alla pianura, fino alle Vette Feltrine – e il senso estetico, per la raffinatezza delle architetture e degli affreschi e l’atmosfera che pervade il luogo. E di religiosità, tradizione e memorie è scrigno anche il MES-Museo etnografico della Provincia di Belluno e del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi a Cesiomaggiore, in cui si viaggia nel tempo attraverso oggetti e testimonianze che delineano le molte sfaccettature della vita materiale e spirituale su queste montagne.

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