Itinerario

Cinque Terre. La via dei Santuari

in collaborazione con Touring Club Italiano

Ci si immerge nel Parco Nazionale delle Cinque Terre tra sentieri e strade panoramiche avvolti da un’aura spirituale. Così, con gli occhi intrisi dell’azzurro del Mar Ligure si percorre la via dei Santuari alla scoperta di cinque luoghi di devozione che sovrastano i rispettivi borghi. Dal paese di Monterosso si sale a Santa Maria di Soviore, il più antico dei Santuari che custodisce al suo interno una pregevole Madonna lignea addolorata. Rimettendosi in cammino si resta dapprima incantati di fronte al Santuario di Nostra Signora di Reggio a Vernazza, dove si ammira la tela della Madonna nera con il Bambino, e poi si fa una sosta a contemplare il Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Corniglia, che conserva numerosi ex voto marinari. Ripresa la via, si viene invasi dalla quiete al cospetto del Santuario di Nostra Signora della Salute di Manarola, minuscolo e appoggiato su un’altura, con la sua facciata romanica di fronte al mare. Infine ci si incammina verso l’ultima oasi di pace, salendo tra i vigneti fino a scorgere la mole trecentesca di Nostra Signore di Montenero, con una vista dal sagrato semplicemente mozzafiato.

Percorrere la via dei Santuari nel Parco Nazionale delle Cinque Terre è un’esperienza di pura spiritualità, a contatto con tutta la bellezza della natura alla scoperta di 5 antiche, isolate chiesette. È come affacciarsi a un balcone immerso nell’azzurro del Mediterraneo su un tratto di scogliera unico in Italia, dichiarato patrimonio Unesco, con i cinque variopinti villaggi di pescatori aggrappati alla roccia. Eccetto quello di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore, tutti i santuari sono raggiungibili in auto, ma è molto più suggestivo incamminarsi a piedi a mezza costa lungo i sentieri di una volta, respirando l’aria pervasa dal bouquet aromatico di viti, olivi, gelsi e castagni allineati sui terrazzamenti. Si parte da Monterosso per un sentiero che alterna scalinate a sterrato addentrandosi tra i vigneti, e si incontrano alcune cappelle della Via Crucis che preannunciano l’apparire del Santuario di Santa Maria di Soviore, il più antico della Liguria, dove si venera la Pietà lignea del Medioevo, portata in processione negli anni giubilari. Si scende verso Vernazza, attraversando la macchia mediterranea, orti, muretti a secco e torrenti fino a scorgere all’ombra di un cipresso centenario il Santuario di Nostra Signora di Reggio, dove si contempla l’icona della Madonna nera con Bambino. Si riprende il sentiero in salita verso i due santuari più piccoli e intimi di Corniglia e Manarola, lungo sterrate più o meno ampie tra olivi e vigneti. Una volta usciti da una pineta, si ha la visione mistica di una taciturna chiesetta di campagna, è il santuario di Nostra Signora delle Grazie, con una vista su Corniglia incantevole e una collezione di ex-voto marinari tutti da ammirare. Da qui dopo una passeggiata prima in salita e poi pianeggiante, un senso di quiete invade di fronte alla semplicità romanica di Nostra Signora della Salute di Manarola, appoggiato su un’altura, che guarda il mare. Ritemprati nello spirito, ci si rimette in marcia lungo valloni boscosi di lecci e castagni, che disvelano d’un tratto la chiesa trecentesca di Nostra Signora di Montenero, a Riomaggiore, isolata e acciambellata su un promontorio. Basta spingersi sul sagrato per abbracciare con lo sguardo tutta la costa o sedersi su una panchina per godere del silenzio di fronte allo specchio lucente del mare.

Come scriveva un residente illustre di Monterosso, Eugenio Montale, in una delle poesie più belle, andare per le Cinque Terre è un “meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d’orto, ascoltare tra i pruni gli sterpi schiocchi di merli, fruscii di serpi”. Chiunque si inoltri in questi scenari non può fare a meno di provare a sua volta a “meriggiare”, sostando, curiosando, osservando, meditando.

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