Itinerario

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Cimitile. Radici Cristiane

in collaborazione con Touring Club Italiano

A Cimitile, fra selve di colonne e cripte bizantine, tra pietre e stucchi antichissimi, si accede in punta di piedi a uno dei luoghi più importanti della cristianità: il Complesso delle Basiliche Paleocristiane. Qui si viene pervasi dal magnetismo spirituale che per millesettecento anni ha attirato migliaia di pellegrini. L’estesissimo Complesso che si visita oggi nacque a partire dal IV secolo, dopo che nell’anno 313 l’Editto di Costantino consentì di professare liberamente la religione cristiana. Le vicende lunghe e articolate dei primi secoli del Cristianesimo si ritrovano fedelmente rappresentate nell’arte paleocristiana visibile in questo luogo: affreschi, bassorilievi e mosaici raccontano storie di fede e di sofferenze che toccano anche i visitatori odierni.

Nell’anno 313 l’Editto di Costantino diede il via alla cristianizzazione dell’Impero, e in diverse aree del continente europeo iniziò la costruzione di luoghi di culto ufficiali legati alla nuova religione. Tra i molti siti interessanti dell’Italia meridionale, uno dei più preziosi si trova a Cimitile, a pochi chilometri da Nola, tra il Vesuvio e i primi rilievi dell’Irpinia. Qui, in un sito utilizzato come necropoli in epoche remote, intorno alla tomba di San Felice, primo vescovo nolano, sorsero alcune Chiese. La loro costruzione si protrasse nel tempo fino a dare luogo a un Complesso basilicale paleocristiano tra i più importanti giunti fino a noi. Si tratta di molte Chiese e cappelle ornate da splendide colonnine e bassorilievi, mosaici e affreschi raffiguranti la lunga storia del Cristianesimo. La visita consente di immergersi in un’atmosfera antica e ricca di fascino, tra strutture architettoniche intrecciate l’una all’altra. La visita tocca diverse Chiese, tra cui lo splendido scrigno centrale costruito intorno alla tomba di San Felice. La Chiesetta dei Santi Martiri, di cui si apprezzano gli affreschi, fu costruita spogliando una preesistente necropoli. Le Chiese dei Santi Stefano e Lorenzo, quella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, di San Tommaso e quella della Santa Vergine, sono tutte successive al VI secolo. Piccolo ma ricco l’Antiquarium, che custodisce soprattutto epigrafi e bassorilievi del periodo romano. Vale la pena di trattenersi fino a sera, quando l’illuminazione notturna conferisce ulteriore fascino a un luogo già di per sé magico.

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