Itinerario

Canossa. I castelli di Matilde

in collaborazione con Touring Club Italiano

“Andare a Canossa” è un buon pretesto per immergersi nelle solitarie colline reggiane, in un paesaggio dominato da torri e castelli. Fu dall’alto delle sue rocche sulle pendici dell’Appennino, infatti, che Matilde di Canossa dominò il Medioevo italiano. La sua grandezza va ben oltre la celebre umiliazione dell’imperatore Enrico IV, lasciato tre giorni fuori dalle mura del suo prediletto Castello di Canossa, a piedi nudi nella neve e in un saio sdrucito, a implorare larevoca della scomunica di papa Gregorio VII. Sulla via che porta ai resti del celebre maniero, si sale lungo il colle boscoso su cui sorge anche il Castello di Bianello, antica dimora ricca di memoria storica proprio grazie alle vicende della contessa. Ci si sposta infine in un altro importante luogo della geografia medievale: il poderoso Castello di Rossena, il più imponente e meglio conservato della zona, in splendida posizione in cima a un’arcigna rupe vulcanica.

È passata alla storia come la Grancontessa, a dispetto della sua piccola statura e del fatto che fu anche duchessa, marchesa e vicaria imperiale: una serie di titoli che la dice lunga sull’importanza di Matilde di Canossa in quello scorcio di Medioevo che in Italia fu il preludio all’affievolirsi dei poteri feudali a favore della nascente autonomia comunale. Sebbene sia stata un personaggio storico di primo piano, la figura di Matilde fu avvolta da un alone leggendario fin da quando era ancora in vita: quella donna minuta e tenace che seppe tener testa agli uomini più potenti del suo tempo lasciò un segno profondo in un’epoca feudale in cui le donne erano considerate di rango inferiore. I suoi possedimenti si estendevano su gran parte dell’Italia centrosettentrionale, ma furono i suoi feudi appenninici a essere decisivi durante le lotte per le investiture che videro contrapposti il Papato e l’Impero sul finire dell’XI secolo: sorta di cuscinetto fra i due contendenti, da lì si controllavano i principali accessi alla penisola italiana, gli unici dove poteva transitare un esercito in arme. Decenni di aspri conflitti che videro Matilde alternarsi nei ruoli di abile governante, scaltra diplomatica e condottiera in difesa del Papato, e che si conclusero senza una netta prevalenza di nessuno dei contendenti. A nove secoli dalla sua morte la popolarità di Matilde è ancora ben radicata nelle terre che videro le sue gesta, dove il suo personaggio è ricordato da associazioni e manifestazioni rievocative, oltre che nei toponimi e in un lungo itinerario escursionistico che segue le antiche vie. Il Medioevo pare riecheggiare anche nel paesaggio delle colline reggiane, dove castelli e torrioni restano a testimoniare il possente apparato difensivo che circondava il castello-residenza di Canossa rendendolo imprendibile. Per chi si avvicina da nord è il Castello di Bianello ad accogliere per primo i visitatori: straordinario balcone sulla pianura, è l’unico rimasto integro dei quattro castelli che garantivano la difesa verso l’inquieto mondo padano e che si trovavano a Quattro Castella, luogo di villeggiatura che ospita quattro colli i cui nomi, da levante a ponente, sono Monte Vetro, Bianello, Monte Lucio e Monte Zane. Una rupe solitaria circondata dai calanchi ospita invece i resti della fortezza preferita da Matilde, quella da cui governava e che le diede il nome. Le sue mura furono testimoni del celebre episodio dell’umiliazione dell’imperatore Enrico IV nel gennaio del 1077, profondamente radicato nell’immaginario degli europei: “andare a Canossa” significa fare atto di sottomissione ammettendo i propri errori non soltanto nella lingua italiana, ma anche in tedesco, francese e inglese. Sentinelle di Canossa sul lato orientale, verso il corridoio vallivo dell’Enza, sono la isolata Torre di Rossenella e il Castello di Rossena, che nonostante le ricostruzioni successive mantiene un’arcigna aria medievale; entrambi gli edifici sorgono su cupe rupi vulcaniche che con il loro colore rossastro hanno dato il nome ai luoghi.

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