Itinerario

Campomarino. Borgo dipinto

in collaborazione con Touring Club Italiano

Aggirandosi per i vicoli di questo piccolo borgo molisano si ha subito la percezione di muoversi in una sorta di quinta scenica. Si rimane affascinati dalle facciate delle case su cui, a ridosso di portoni e scalinate, campeggiano dipinti e murales che raccontano scene di vita quotidiana, mestieri e tradizioni popolari. Molti sono di derivazione arbëreshë, minoranza italo-albanese la cui cultura permea la vita di Campomarino dal XV secolo. Ecco allora, tra un lampione e una grondaia, sbucare un forno pieno di pani, ecco due amici che giocano a carte, un calzolaio che aggiusta una scarpa e una donna che tira la sfoglia. In un murale c’è anche papa Francesco, raffigurato mentre benedice una famiglia arbëreshë, a sottolineare l’importanza della presenza italo-albanese in questo grazioso paese affacciato sul mare.

Sono semplici quadretti di vita popolare, antichi mestieri, soggetti sacri, momenti e tradizioni locali quelli che si possono ammirare aggirandosi per il centro storico di Campomarino, piccolo borgo molisano affacciato all’Adriatico e costellato di deliziosi murales. A colpire sono soprattutto quelle scene tratte da un mondo “in via d’estinzione” legato agli usi del luogo, come il calzolaio, le ricamatrici, la fornaia, la lavandaia, la massaia che tira la sfoglia e anche la serenata d’amore. Uno dei murales più noti raffigura Giorgio Castriota Scanderbeg, l’eroe albanese che nel XV secolo ripopolò queste terre, ma affascinano anche quello con la raffigurazione di un matrimonio arbëreshë in costume tradizionale e una dolce Natività di Cristo. Uno degli ultimi dipinti vede come protagonista papa Francesco, che ha visitato il Molise nel 2014, ed è significativamente raffigurato mentre benedice una famiglia arbëreshë.

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