Itinerario

Brianza. Le ville dei Borromeo

in collaborazione con Touring Club Italiano

L’antico splendore della nobiltà lombarda rivive nelle ville e nei giardini alle porte di Milano. Passeggiando tra i viali prospettici del Parco Arese Borromeo a Cesano Maderno, si ammira il giardino all’italiana impreziosito da statue e dalla fontana barocca detta “dei dromedari”, echi dello stile dell’aristocrazia lombarda dall’aspetto gioioso e mondano. Al piano nobile della villa si apre la loggia, con le sue graziose arcate che incorniciano il parco. La stessa meraviglia si prova passeggiando nel giardino cinquecentesco di Villa Litta a Lainate, che svela un prezioso ninfeo, attraverso una successione di grotte, cascate e imprevedibili schizzi d’acqua voluti da Pirro I Visconti per stupire gli ospiti, oggi come allora.

Capolavori di progettazione di giardini e di architettura barocca, le dimore storiche dei Borromeo, potente famiglia lombarda, sono incredibilmente poco note. Forse perché è difficile immaginare che industriose cittadine assediate dall’urbanizzazione possano celare ville di tale splendore, con giardini, ninfei e fontane, oggi restituiti al pubblico grazie a importanti interventi di restauro. Si comincia a Cesano Maderno, entrando nella suggestiva Piazza Esedra, una scenografia di sculture che introduce al seicentesco Palazzo Arese Borromeo, voluto da Bartolomeo III Arese apposta per accogliere spettacoli teatrali e adunate pubbliche. La sobrietà bianca e lineare della facciata della villa dialoga con le fiorite geometrie del giardino all’italiana e del grande parco, oggi pubblico, decorato da statue e fontane. Passeggiando nei giardini all’ombra dei carpini, si scoprono tempietti barocchi, piccoli stagni e sculture eccentriche, come gli esotici dromedari che decorano l’omonima fontana. Notevoli anche gli interni del palazzo, con una cappella privata dedicata a San Pietro Martire e ben trentatré stanze riccamente affrescate. Questo continuum tra architettura e natura delle dimore gentilizie trova il suo culmine nei giardini di Palazzo Visconti Borromeo Litta a Lainate, dove si ammira uno dei più preziosi ninfei dell’Italia Settentrionale, costruito tra il 1585 e il 1589 su progetto di Martino Bassi. Si resta incantati dall’esuberanza delle facciate decorate da mosaici di ciottoli di fiume dipinti che disegnano complicati intrecci geometrici e motivi floreali di una ricchezza e fantasia senza eguali, mascherando la struttura geometrica e trasformandola in una grotta, circondata da 3 ettari di parco. La sterminata sala da ballo (circa 150 m2) ha un’altezza di due piani (9 m). L’intero giardino è una scenografia di giochi d’acqua, disegnata appositamente per destare meraviglia e sorprendere i nobili ospiti e arricchita dai proprietari successivi con serre e un teatro all’aperto, ancora oggi utilizzato.

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