Itinerario

Brescello. Il regno di Peppone e Don Camillo

in collaborazione con Touring Club Italiano

A Brescello è ambientata la saga di Don Camillo e del sindaco Peppone, nata dalla penna di Giovannino Guareschi e da cui furono tratti film memorabili. Un percorso attraverso le stradine porticate del paese guida alla scoperta dei luoghi simbolo delle schermaglie dei nemici-amici: dalla casa di Peppone e quella di Don Camillo alla Chiesa dei celebri dialoghi col Crocifisso parlante. Nella piazza principale due statue in bronzo a grandezza naturale raffigurano i protagonisti, mentre con i materiali usati per i film è stato allestito un piccolo museo. Testimone silente di questa narrazione è lo scorrere del Po. Per immaginare Don Camillo che attraversa il Grande Fiume a nuoto o che cerca Peppone da un ponte di chiatte, si lascia Brescello per raggiungere Boretto, importante porto fluviale dove si coglie l’occasione per una gita in barca che riporta con la mente alle scene guareschiane girate a pelo d’acqua.

«Ecco il paese: ecco il piccolo mondo di un mondo piccolo piantato in qualche parte dell’Italia del Nord, là, in quella fetta di terra grassa e piatta, che sta fra il fiume e il monte, fra il Po e l’Appennino. Nebbia densa e gelata l’opprime d’inverno. D’estate un sole spietato picchia martellate furibonde sui cervelli della gente. E qui tutto si esaspera. Qui le passioni politiche esplodono violente e la lotta è dura, ma gli uomini rimangono sempre uomini». È questo lo scenario delle domestiche imprese di Don Camillo e di Peppone, avversari ma non nemici, compagni di lotta negli anni della Resistenza e spesso alleati verso le insidie del mondo “grande” e della modernità che avanzava inesorabile. Nelle intenzioni di Giovannino Guareschi il paese di Ponteratto, nominato un’unica volta nel primo dei racconti che compongono il mosaico narrativo, è un paradigma che concentra i caratteri di questa terra generatrice di storie. Infatti «… il paese di Mondo piccolo è un puntino nero che si muove, assieme ai suoi Pepponi e ai suoi Smilzi, in su e in giù lungo il fiume […]: ma il clima è questo. Il paesaggio è questo: e, in un paese come questo, basta fermarsi sulla strada a guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa, e subito nasce una storia». Ma se la parola scritta vive nell’immaginazione dei lettori, al momento di girare il primo film con protagonisti gli indimenticabili Don Camillo-Fernandel e Peppone-Gino Cervi, la scelta del regista Julien Duvivier cadde su Brescello, borgo agricolo vicino al Po che ben si prestava a ricreare le atmosfere della Bassa evocate da Guareschi. Il paese partecipò alle riprese e ne fu trasformato: da allora Brescello è “il paese di Don Camillo”, grazie anche a una costante opera di valorizzazione che riesce ad attrarre un costante flusso turistico. Il primo film, del 1952, ebbe un successo straordinario in Italia e anche in Francia, grazie alla notorietà di Fernandel; ne seguirono altri quattro, che nell’insieme costituiscono il ciclo cinematografico italiano più conosciuto nel mondo. La Chiesa affacciata sulla piazza, le strade porticate, la Casa del Popolo, la campagna circostante e il vicino scorrere del Po: il racconto ha dato a questa terra uno spessore ancora più vero della realtà, tanto che dopo l’alluvione del 1951 giunsero da ogni parte del mondo aiuti “per la gente di Don Camillo”. Pochi chilometri a valle di Brescello si trova Boretto, uno dei borghi rivieraschi più caratteristici dell’Emilia, con le sue lunghe schiere di edifici allineate ai piedi dell’argine maestro; come in molti casi analoghi, la cupola della Chiesa e il campanile fungevano da fari verso cui si dirigevano i naviganti del Po. Qui furono girate diverse scene dei film che avevano il fiume come protagonista: la processione col Crocifisso, il ponte di barche, la grande piena. Ancora oggi il paese è strettamente legato al fiume dalla memoria, mantenuta viva in alcune esposizioni museali e, soprattutto, nel vivace porticciolo dove attraccano natanti privati e motonavi turistiche.

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