Itinerario

Birdwatching a Provaglio d’Iseo

in collaborazione con Touring Club Italiano

Uno specchio d’acqua che pare immobile, segnato appena dalle scie del movimento degli uccelli che qui hanno trovato il loro habitat preferito. Oasi di natura sul lago, la Riserva Naturale Torbiere del Sebino è la dimora di numerosi uccelli acquatici ormai talmente abituati alla presenza delle persone da lasciarsi osservare da vicino. Tra i tuffi degli svassi e il lento incedere dei cigni alteri, si cammina lungo i vialetti ai bordi del canneto. Mentre da una torretta di legno nascosta tra la vegetazione o da un’affascinante passerella che attraversa il cuore della torbiera, alle spalle della Chiesa romanica di San Pietro in Lamosa, si possono avvistare l’airone rosso, la gallinella d’acqua e il martin pescatore.

Sembra un miracolo poter incontrare a due passi dall’autostrada un’oasi di silenzio e di frescura. Dalle fronde dei salici e degli ontani risuona il cinguettio degli uccelli, un concerto di melodie prodotto dai richiami delle numerose specie presenti, mentre in basso il vento fischia tra le canne lacustri. È sufficiente varcare l’ingresso della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, stesa nella depressione sottostante a Provaglio d’Iseo, per trovarsi immersi in questo mondo di paludi e di canneti dove i volatili si muovono elusivi. Con un po’ di pazienza si vede tutto. In primavera, lo svasso maggiore esce allo scoperto e compie in mezzo al lago la sua elegante danza di corteggiamento. Il cormorano sbuca all’improvviso volando veloce a pelo d’acqua. Le pigre gallinelle qui si sentono a casa loro: ormai stanziali tutto l’anno, prediligono la fascia perimetrale della zona lacustre per accudire i loro piccoli. Sugli specchi d’acqua ondeggiano poi le anatre, i cigni reali, i tuffetti e le nere folaghe riconoscibili dalla caratteristica macchia bianca sulla fronte. Un colorato martin pescatore si tuffa a capofitto per afferrare le sue prede tra le ninfee galleggianti, mentre al falco di palude piace dominare dall’alto con volo lento e preciso. L’intera vita della torbiera è in movimento a 360 gradi intorno alla passerella di legno che separa le due Lame della riserva: così sono chiamate le zone lacustri formatesi in seguito all’estrazione della torba, utilizzata in passato come combustibile. Oggi le Lame sono il cuore della riserva, dove regnano gli ardeidi: dalla nitticora alla garzetta, dall’airone rosso al tarabuso e al tarabusino. Un incantevole percorso ad anello lungo la fascia perimetrale consente di apprezzarne la bellezza.

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