Itinerario

Basso Ferrarese. Le Oasi del Po

in collaborazione con Touring Club Italiano

Un territorio compreso tra terra e acque, quelle del Po e dell’Adriatico, legate da un antico equilibrio. Quasi una simbiosi, da scoprire partendo da Ro, nel Mulino del Po che evoca il romanzo omonimo di Riccardo Bacchelli ed è una ricostruzione moderna dei mulini galleggianti che nell’Ottocento punteggiavano il fiume. Perfettamente funzionante, oggi ospita il Museo del Pane, dove si può assistere dal vivo alla macinatura del grano secondo le tecniche tradizionali. Il connubio terra-acque si comprende anche nel Museo del Territorio di Ostellato, che ne racconta civiltà e ambienti in un allestimento multimediale. Si sperimenta dal vivo, poi, nella vicina Oasi delle Vallette, tra birdwatching, fotografia e pesca sportiva, e avvicinandosi al mare, nell’Oasi di Canneviè, da percorrere a piedi o in bici. Qui, tra canneti e limonium, si incontrano fenicotteri, aironi e cormorani. A Massenzatica, infine, dune fossili svelano la remota presenza dell’acqua anche nell’entroterra: verdi e improvvise sull’orizzonte di pianura, testimoniano una linea costiera che qui passava migliaia d’anni fa.

Acqua e terra, qui unite in un delicato, millenario equilibrio che lega il Po, l’Adriatico e la pianura. Un territorio sospeso tra due dimensioni inscindibili, da percorrere con passo leggero e discreto. Si può scoprire seguendo le orme dello scrittore Riccardo Bacchelli, autore del romanzo “Il Mulino del Po” ambientato proprio in queste zone, che amava fermarsi sugli argini e nelle golene per conoscere il fiume e i suoi abitanti e raccoglierne le storie. Si arriva così al “Mulino del Po”, a Ro, che riproduce i mulini galleggianti ottocenteschi che punteggiavano il fiume e ora non ci sono più: macinavano i grani locali con cui si impastava anche la “coppia”, il pane tipico del Ferrarese. Oggi il mulino, perfettamente funzionante, ospita un piccolo Museo del Pane in cui si può assistere ancora alla macinatura del grano secondo le tecniche tradizionali a basso impatto ambientale: un piccolo salto nel tempo carico di un fascino antico. Dalle suggestioni slow della tradizione si passa all’allestimento interattivo e multimediale del Museo del Territorio di Ostellato, che ripercorre l’avventura dell’evoluzione di questa terra e la connessione profondissima che lega da sempre uomo e ambiente, civiltà e natura. Dal museo si raggiunge velocemente, volendo anche in bici, la vicina Oasi delle Vallette di Ostellato: qui acqua e terra mostrano in pieno la loro simbiosi e il loro equilibrio, in un paesaggio che sembra quasi galleggiare e invita a riempirsi gli occhi di tutte le sfumature di verde e di blu che si mescolano tra fiume, vegetazione e cielo. Ci si avvicina idealmente al mare nell’Oasi di Canneviè, in cui l’acqua sembra dominare sulla terra e in cui si cammina, o pedala, tra limonium, giuncheti e canneti, uccelli da osservare, vecchi casoni da pesca. Rientrati nell’entroterra, a Massenzatica si scopre con un certo stupore che il mare, un tempo, arrivava fino al cuore della pianura: tremila anni fa qui correva una linea di dune sabbiose che oggi sembrano piccole colline verdi, fitte di vegetazione e popolate di farfalle.

Approfondisci+

Pianifica il tuo viaggio

Iscriviti alla newsletter e partecipa alla community

Tienimi aggiornato

Partner

Touring Club Italiano
WWF
Slow Food Italia

Iniziativa in collaborazione con

Ministero della Cultura
UNESCO