Itinerario

Alto Metauro. Scrigno d’arte

in collaborazione con Touring Club Italiano

L’alto corso del Metauro dà vita a un morbido paesaggio amatissimo dai pittori rinascimentali, tra palazzi signorili e borghi fortificati. Nel possente ma raffinato Palazzo Ducale di Urbania, capitale della ceramica, tra antichi libri e opere grafiche si scopre il motivo dell’“istoriato” rinascimentale, qui inventato e dipinto su piatti, brocche, catini e anfore. A Sant’Angelo in Vado è piacevolissimo aggirarsi tra palazzi e Chiese ricche d’arte e concedersi un tuffo nel passato più remoto nel suo Museo Civico Archeologico. Scrigno di autentici capolavori pittorici e scultorei è il complesso museale di San Francesco a Mercatello sul Metauro, mentre il minuscolo e incantevole Castello della Pieve evoca l’esilio di Dante.

Al confine con l’Umbria e la Toscana, l’alta Valle del Metauro regala paesaggi e scorci indimenticabili che i pittori rinascimentali amarono e dipinsero, sul Montefeltro da un lato, sui massicci marchigiani dall’altro. Immerso tra monti e boschi, l’itinerario tocca Urbania, dal raccolto centro storico ricco di belle architetture in cotto. Il suo Palazzo Ducale, affacciato su un’ansa del fiume e con un bel Cortile d’Onore, evoca la vicina reggia urbinate. Ultima residenza dei Montefeltro, nelle sue sale offre una notevole collezione di incisioni, stampe e libri antichi, memoria di una delle biblioteche più fornite del tempo; e poi dipinti, mappamondi cinquecenteschi e le splendide ceramiche durantine, manufatti per cui Casteldurante – era questo l’antico nome di Urbania, prima che nel 1636 venisse elevata al rango di Città e diocesi da papa Urbano VIII – era celebre. Proprio qui si inventò il motivo rinascimentale dell’“istoriato”, la policroma decorazione su ceramica che in seguito ebbe ampia diffusione e venne largamente imitata. Sant’Angelo in Vado, a pochi chilometri da Urbania, conserva quasi intatto il suo carattere di affascinante borgo marchigiano in mattoni con torri, antichi palazzi, Chiese ricche di opere d’arte (alcune delle quali dei fratelli Taddeo e Federico Zuccari, celebri pittori rinascimentali), pur affondando le sue origini in età ben più remote, come testimoniano i reperti di Tifernum Mataurense custoditi nel suo Museo Civico Archeologico e la romana Domus del Mito con i suoi incredibili mosaici. In breve si raggiunge il borgo di Mercatello sul Metauro, adagiato in un’ansa del fiume, che custodisce notevoli testimonianze medievali come le mura duecentesche, la Pieve Collegiata dei Santi Pietro e Paolo e soprattutto la gotica Chiesa di San Francesco e l’annesso Museo, scrigno di splendidi dipinti e sculture che spaziano dal Medioevo al XVII secolo. Poco fuori, visitando Castello della Pieve, costituito da poche case arroccate intorno a un’alta torre, si può immaginare di essere ancora nel Medioevo.

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