Itinerario

Alla scoperta di olivi millenari e giovani produttori

in collaborazione con Slow Food Italia

A spasso per la campagna umbra per scoprire da vicino oliveti dalle piante millenarie. Si parte da Città della Pieve, dove si assaggia un olio intenso dal piacevole retrogusto di pinolo, e si prosegue verso il Lago Trasimeno, in un’azienda che ha fatto del biologico e dell’autosufficienza – anche di quella energetica – la propria bandiera. Non c’è miglior modo di gustare questi pregiati oli che assieme a una fumante zuppa, come quella di fagiolina del Trasimeno a Castiglione del Lago, legumi piccoli ed estremamente saporiti, o di antiche varietà di cereali a Marsciano. Nonostante la coltivazione dell’olivo sia un retaggio dei monasteri benedettini e francescani, su questi colli continuano a nascere nuove aziende, che si potranno conoscere a Montecchio e a Baschi per condividere con i produttori la riscoperta di oli aromatici e armonici.

Un percorso attraverso l’affascinante campagna umbra, alla scoperta di angoli ricchi di storia e oliveti che accolgono piante millenarie. Si parte da Città della Pieve, dove si può gustare il piacevole olio di oliva extravergine dell’azienda agricola Marianna, con note di amaro e piccante che si intrecciano armoniosamente e uno spiccato retrogusto di pinolo. Si prosegue poi in direzione del vicino Trasimeno per trovare un’azienda che ha fatto del biologico e dell’autosufficienza – anche di quella energetica – la propria bandiera: stiamo parlando di Fontanaro, dove in una tenuta di circa 30 ettari con piccole residenze in cui soggiornare e orti biologici, oltre ai pregiati oli si producono vino (sangiovese e grechetto), miele e zafferano. Se volessimo esaltare ulteriormente il prodotto dei nobili olivi di questa terra potremmo viziare il nostro palato con una zuppa fumante a base di fagiolina del Trasimeno, un legume piccolo ed estremamente saporito che possiamo trovare da Paolo Ceccarelli a Castiglione del Lago, o a base di antiche varietà di cereali dell’azienda Torre della Colombaia della vicina Marsciano. Fuori e dentro il piatto, l’olivo è il leit motiv intorno a cui si snoda la storia e il presente di questa nobile terra: nonostante la sua coltivazione sia un retaggio dei monasteri benedettini e francescani, su questi colli continuano a nascere e fiorire nuove aziende. Per rendersene pienamente conto, basta svoltare verso Montecchio, dove l’azienda agricola Beatrice produce un olio fine e al contempo ricco, con sapori riconducibili alla foglia di olivo e all’erba cipollina selvatica. Poco più in là l’azienda di Alessandro Ricci si dedica all’olivicoltura da generazioni: oggi possiede un frantoio in cui le proprie olive vengono lavorate poco dopo la raccolta, conservando intatti aromi e qualità organolettiche. Spostandosi ancora verso Baschi sarà possibile conoscere da vicino la realtà di Inches, un progetto nato nel 2010 dall’unione di dieci olivicoltori e che garantisce il controllo dell’intera filiera produttiva e la vendita diretta al consumatore, potendo inoltre disporre di un frantoio didattico sperimentale e un mulino a pietra naturale.

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