Itinerario

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Adria. Dove nasce l’Adriatico

in collaborazione con Touring Club Italiano

Adria non è una cittadina come le altre, visto che ha tenuto a battesimo un intero mare, l’Adriatico, che proprio dalla città, considerata l’estremità settentrionale del mare, prende il nome. Qui, su un ramo del Delta del Po, Greci ed Etruschi avevano stabilito il porto d’accesso alla Pianura Padana. Il primo passo per scoprire la storia della città porta dritti al Museo Archeologico Nazionale. Qui, tra manufatti, splendide ceramiche e corredi funerari, ci si immerge nella storia di Adria, dall’Età del Ferro fino alla civiltà etrusca e a quella romana, e se ne ricostruisce il passato di crocevia di merci e persone. Per respirarne le atmosfere più tipiche, basta passeggiare per le vie del centro e lungo l’intreccio dei canali, le riviere, che testimoniano la storia della città: sin dal VI secolo a.C. fu un importante porto e poi punto difensivo strategico. I colori e le forme veneziane fanno capolino nelle vie e nelle piazzette, così simili a quelle che a Venezia si chiamano campielli, sulle facciate dei palazzi e nei preziosi arredi sacri della Cattedrale, che proprio da Venezia provengono.

Le leggende sulla sua fondazione sono molte e affascinanti: c’è quella che la vuole fondata da Diomede, compagno di Ulisse nella guerra di Troia, che qui naufragò, salvandosi; c’è quella che rimanda ad Atri o Adriano, re dei Pelasgi, il cui cocchio dorato sembra sia stato sepolto in queste zone. Al di là delle leggende, però, è certo che Adria, a partire dal VI secolo a.C., fu un porto cruciale in questo tratto di mare e un crocevia brulicante di merci, persone, culture diverse. Greci, Etruschi e Romani la fecero sviluppare a livello commerciale ed economico, sfruttandone la posizione strategica sul tratto costiero dove il Po sfociava in mare, a cui la città era collegata con un porto canale. Una città multietnica e prospera che proprio a quel mare ebbe l’onore di dare il nome, Adriatico appunto. Questa storia antica oggi è raccontata nel Museo Archeologico, in cui si attraversano i secoli grazie a reperti – ceramiche, corredi funerari, documenti – che risalgono già al VI secolo a.C. e testimoniano la presenza di culture diverse e le varie fasi socio economiche vissute dalla città. L’evoluzione naturale delle coste e il progressivo interramento del Delta del Po, però, resero col tempo il porto di Adria poco pratico e, a partire dal II secolo a.C., cominciò la sua lenta decadenza, con lo spostamento del centro dei commerci portuali verso Classe, a Ravenna. Adria visse così dei secoli piuttosto bui, da cui riemerse lentamente fino a che, nel XVI secolo, entrò a far parte dei domini della Repubblica di Venezia, iniziando una nuova rinascita. Cambiò anche la sua struttura urbanistica, con il centro che si sviluppò attorno a un’isola creata da due bracci del centrale Canal Bianco. In parte interrato e in parte usato ancora per la navigazione interna, il canale segue probabilmente il vecchio succedersi delle banchine portuali e offre degli scorci, specie nella zona del Ponte Castello, che evocano subito Venezia. Venezia che torna nelle suggestioni dell’acqua e dei ponti, nei canali che qui si chiamano riviere, nei colori dei palazzi e nelle piazzette da scoprire senza fretta. Ma anche negli arredi sacri, opera di Giacomo Piazzetta, che ingentiliscono la Cattedrale ottocentesca e provengono dalla Scuola della Carità di Venezia.

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