Itinerario

A spasso tra bollicine e tradizioni contadine

in collaborazione con Slow Food Italia

Terra di Prosecco, di colline ricoperte da splendidi vigneti che circondano Conegliano – sede della più antica Scuola Enologica d’Italia –, di antiche tradizioni contadine e di prodotti unici come il mais biancoperla, che coltivato nei campi di Susegana diventa polenta, insostituibile presenza, oggi come un tempo, nelle osterie che punteggiano il territorio. Ma a Susegana si trova anche uno dei produttori di Prosecco Colfondo, un antico metodo di produzione che dona a questo vino inattese sfumature. Più in là, a Solighetto, potrete togliervi ogni curiosità visitando il Consorzio di Tutela del Prosecco Superiore. Per finire, Tarzo, con la carne di oca conservata in onto (nel grasso), secondo una modalità antica che testimonia la presenza di importanti comunità ebraiche.

Terra di bollicine, di Prosecco, di colline ricoperte da splendidi vigneti che possono essere ammirati da Conegliano, sede della più antica Scuola Enologica d’Italia. Fondata nel 1876 per volere di Vittorio Emanuele II. Sempre a Conegliano vale la visita il Museo Civico che, oltre a una terrazza che regala una vista d’insieme del territorio circostante, tra le tante opere esposte possiede un’Ultima Cena attribuita a Giovanni di Francia dall’importantissimo valore gastronomico: la tavola dei Dodici è infatti ricoperta di gamberi di fiume, che oltre a rappresentare un simbolo di risurrezione sono stati uno dei principali alimenti di queste colline. Non è solo il vino però a muovere da decenni l’economia di questi promontori, questa è infatti terra di antiche tradizioni contadine e di prodotti unici come la soppressa o il mais biancoperla, che si coltiva nei campi di Susegana e diventa farina per la polenta, nutrimento fondamentale un tempo e insostituibile presenza, oggi, sulle tavole delle tante osterie che punteggiano il territorio a Follina – dove potrete trovare ospitalità Dai Mazzeri un locale che riesce a tradurre in splendidi piatti le migliori materie prime offerte dalla marca trevigiana (asparagi – coltivati e selvatici –, radicchio rosso, formaggi, lumache). Ma a Susegana si trova anche Malibran, uno dei produttori di Prosecco Colfondo, un vino frizzante in cui la presa di spuma è ottenuta attraverso un antico metodo di produzione recuperato grazie all’impegno di un gruppo di produttori e che dona inattese sfumature secche e complesse. E sempre qui da visitare è il Museo dell’Uomo, una bellissima casa colonica ristrutturata dove è possibile rivivere l’atmosfera di un secolo fa grazie all’importante collezione di attrezzi contadini e artigiani, oggi superati ma un tempo fondamentali per il lavoro di tutti i giorni. Pochi chilometri più in là, a Solighetto (frazione di Pieve di Soligo), potrete togliervi ogni curiosità visitando Villa Brandolini, sede del Consorzio di Tutela del Prosecco Superiore, oppure concedervi a Pieve di Soligo una birra all’interno del bel casolare che ospita La Gastaldia, birrificio artigianale di grande valore. La birra, infatti, se da un lato rappresenta un settore completamente nuovo per il comparto gastronomico veneto, ha saputo negli ultimi anni imporsi creando anche un forte legame con il proprio territorio: in questo caso, per esempio, attraverso la coltivazione di alcuni filari di luppolo (materia prima fondamentale per la produzione brassicola) tra le migliaia di viti di glera (il vitigno utilizzato per il Prosecco). Per finire, Tarzo, con la carne di oca conservata in onto (nel grasso), secondo una modalità antica e oggi rara, che testimonia la presenza di importanti comunità ebraiche e un forte legame con la propria storia e le proprie tradizioni.

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