Copertina dell'itinerario Pistoia. Confetti e dolci prelibatezze.
Toscana

Pistoia. Confetti e dolci prelibatezze

Itinerario

Pistoia. Confetti e dolci prelibatezze

in collaborazione con Slow Food

Pistoia si rivela al visitatore come un autentico scrigno di prelibatezze dolciarie: qui si scopre infatti il confetto riccio, probabilmente la più tipica specialità cittadina dalla ricetta di origini Trecentesche che prevede una lunga lavorazione artigianale. Di forma rotonda, irregolare e bitorzoluta, il confetto riccio può avere un'anima di mandorla, nocciola, bacche di cacao, cioccolato, semi di coriandolo o arancia candita. Il viaggio prosegue a Lamporecchio dove si possono degustare i tipici brigidini, piccole cialde, friabili e croccanti, aromatizzate all'anice, e il berlingozzo, un morbido ciambellone, che un tempo si preparava durante il Carnevale, mentre oggi è disponibile tutto l'anno.

Pistoia e la sua provincia si rivelano al visitatore come un autentico scrigno di prelibatezze dolciarie. Quella che è probabilmente la più tipica specialità cittadina è il confetto riccio: la preparazione pare sia nata nella seconda metà del Trecento in occasione dei festeggiamenti del 25 luglio in onore di san Jacopo, patrono della città. Di forma sferoidale, irregolare e bitorzoluta (birignoccoluta, come si dice nel dialetto locale), il confetto riccio è realizzato seguendo una lunga lavorazione artigianale (circa 10 ore) che è stata riportata in auge negli anni Venti del secolo scorso da una celebre confetteria che ha fatto scuola: oggi sono diverse le pasticcerie che propongono questa specialità. Può avere un'anima di mandorla, nocciola, bacche di cacao, cioccolato, semi di coriandolo o arancia candita. Spostandosi verso Lamporecchio, cittadina sulla strada che un tempo collegava Pistoia alla Maremma, troviamo altri due storici dolci. I brigidini sono piccole cialde, friabili e croccanti, aromatizzate all'anice, che pare siano nate, durante il Rinascimento, nel convento pistoiese di Santa Brigida. Il berlingozzo, invece, è un morbido ciambellone il cui impasto è aromatizzato con vin santo e buccia grattugiata d’arancia o limone: un tempo preparato durante il Carnevale (Berlingaccio era l’antico nome toscano del Giovedì Santo nonché di una popolare maschera locale), è oggi disponibile tutto l'anno. La ricetta pare risalga al XV secolo: alla corte medicea era utilizzato come antipasto e fu persino immortalato in una lirica di Lorenzo il Magnifico.

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